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Si è aperta oggi, nell’Aula del Consiglio regionale, la discussione sull’articolo 2 della legge finanziaria 2026, dedicato alla Sanità. Dopo gli interventi dei consiglieri di minoranza, è intervenuta la presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, che ha delineato il quadro complessivo del sistema sanitario regionale, illustrando le ragioni e gli obiettivi dell’interim e i principali indirizzi strategici dell’azione della Giunta.
In apertura, la governatrice ha rivolto un ringraziamento alle strutture della Protezione civile, ai sindaci e a tutte le persone coinvolte nella gestione dell’emergenza che ha colpito in questi giorni diversi territori dell’Isola. “In giornate difficilissime, davanti a un evento straordinario, è stata messa in campo una macchina organizzativa che ha evitato vittime e probabilmente danni ancora maggiori. Ora è fondamentale che Consiglio e Giunta diano risposte immediate alle comunità e alle attività produttive colpite, che hanno bisogno di sostegno concreto per ripartire”, ha affermato Todde, esprimendo inoltre apprezzamento per la vicinanza e la disponibilità operativa manifestata dal Governo nazionale. Entrando nel merito della sanità, la presidente ha voluto allargare il ragionamento oltre i singoli commi della finanziaria, ricordando che quasi l’intera massa manovrabile è assorbita dal fondo sanitario regionale.
Alessandra Todde ha sottolineato la complessità del sistema regionale, segnato da decenni di riforme e riorganizzazioni, e ha chiarito il senso dell’interim: “La sanità è il vero banco di prova di un mandato. Non possiamo permetterci arroganza: nessuno arriva con soluzioni miracolose. L’interim nasce dalla volontà di affrontare direttamente le criticità, con umiltà, ascolto e responsabilità”.
Tra i nodi principali, Todde ha indicato la mancanza di una diffusa cultura del dato: “Senza misurazione e senza indicatori chiari non è possibile valutare l’efficacia delle politiche pubbliche. Non possiamo basarci su percezioni: dobbiamo costruire una cultura del dato che consenta di apprezzare risultati concreti e misurabili”. In questo quadro, la governatrice ha richiamato la necessità di rafforzare i processi organizzativi e la rete tra territorio e ospedali: “Le riforme del passato hanno spesso frammentato i percorsi di cura, indebolendo la presa in carico complessiva. Dobbiamo ricostruire una rete capace di integrare ospedali e servizi territoriali, superando competizioni sterili”.
Un passaggio centrale è stato dedicato al PNRR, definito “un’opportunità straordinaria che non possiamo sprecare. La programmazione delle case e degli ospedali di comunità deve essere coerente con il ruolo dei medici di medicina generale e delle guardie mediche, altrimenti rischiamo di perdere un’altra occasione per rafforzare il presidio dei territori”, ha sottolineato.
Todde ha quindi richiamato alcuni risultati già conseguiti: “Dopo anni di stallo, abbiamo chiuso l’accordo con i medici di medicina generale e rifinanziato quello con i pediatri di libera scelta. Sono passaggi fondamentali per costruire una programmazione efficace e affrontare le carenze sul territorio”. Tra i segnali positivi sono stati citati anche il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata, passata in un anno da poco più del 6 a oltre l’11 per cento, centrando l’obiettivo Pnrr del 10%. “Inoltre”, ha proseguito la Presidente: “è stato dato un segnale forte e chiaro che vogliamo occuparci dei nostri figli con l’istituzione di 6 posti di rianimazione pediatrica al Brotzu”.
Sul tema delle liste d’attesa, la governatrice ha ribadito che “il problema è soprattutto organizzativo: sistemi frammentati e liste statiche non consentono di dare risposte tempestive ai cittadini. Occorre ripensare i processi, così come il rapporto con il privato convenzionato, passando da una logica di budget libero a una programmazione basata su prestazioni mirate e obiettivi chiari”.
In conclusione, Todde ha illustrato i contenuti finanziari dell’articolo 2, annunciando la destinazione di 100 milioni di euro al Fondo sanitario regionale: “Si tratta di risorse necessarie per garantire il rispetto della normativa nazionale e la continuità delle misure già avviate. Sulla loro programmazione siamo pronti a un confronto aperto con maggioranza e minoranza”.
“Non mi interessa che il cambiamento venga attribuito a questa o a quella parte politica – ha concluso la Presidente – ma che venga costruita una strategia solida, capace di durare nel tempo e di andare oltre una singola legislatura. I sardi giudicheranno i risultati, ed è su quelli che dobbiamo essere misurati”.








