“Non c'è alcuna intenzione di fare un rimpasto, questo rimane il governo che, nonostante la peggiore contingenza degli ultimi decenni, è riuscito a restituire stabilità all'Italia”. Così la premier Giorgia Meloni durante l’informativa nell’Aula della Camera sull’azione del Governo, dopo la crisi aperta dal no al referendum e nel contesto complesso a livello internazionale.

“Quanto alle dimissioni, forse sarebbe convenuto sul piano tattico, giocare sulla divisione delle opposizioni, e lasciare a qualcun altro il compito di gestire i prossimi mesi. Non temete – ha aggiunto Meloni – ci siamo presi l'impegno di governare per 5 anni, ed è quello che faremo, non importa quanto sarà difficile. Siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l'Italia nel momento peggiore. Il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio fino all'ultimo giorno del mandato. Non scapperemo, non ci metteremo al riparo, non indietreggeremo, governeremo come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza”.

“Non voglio esimermi sull'Italia che ci è stata consegnata dal voto: un'Italia che ha visto grande partecipazione al voto, e altrettanto grande polarizzazione, un confronto serrato, con un esito chiaro. E noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative – ha detto la premier parlando dell’esito del referendum – Rimane il rammarico di aver peso un'occasione storica di allineare l'Italia agli standard europei, la riforma della giustizia rimane una necessità, lo dicono diversi esponenti politici e della magistratura, compresi quelli che il giorno successivo al voto hanno dichiarato che la giustizia ha bisogno di essere riformata”.

Poi un passaggio sulla situazione internazionale: “Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l'Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione. L'Italia esprime il proprio plauso al Presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali” ha detto in Aula alla Camera la premier.

“Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell'accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l'Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno. Allo stesso modo, condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco”, ha aggiunto Meloni.