È atteso per venerdì 2 ottobre l'approdo in Aula alla Camera del disegno di legge sull'antisemitismo, già approvato dal Senato. Il testo, che non ha subito modifiche nel passaggio in Commissione, continua a suscitare posizioni differenti tra le forze politiche.

Tra le voci contrarie c'è quella di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che ha annunciato il voto contrario del suo partito. In un post su Instagram, Vannacci ha scritto: "La legge è uguale per tutti e un'opinione non può mai costituire un reato. Futuro Nazionale voterà contro la legge sull'antisemitismo".

A motivare la posizione, lo stesso Vannacci aggiunge: "È una scelta coerente con i nostri principi: offendere un ebreo non può essere più grave che offendere un cristiano, un buddista o un islamico". E ancora: "Chi offende, deve essere punito perché ha offeso una persona, a prescindere dalla sua religione, dal suo sesso, dal suo colore della pelle e dal suo orientamento sessuale", conclude poi: "Non vogliamo creare, nel genere umano, 'categorie' protette come i panda".

La posizione di Futuro Nazionale si inserisce in un dibattito più ampio sul contenuto del provvedimento, in particolare sulla definizione di antisemitismo richiamata dal testo. Le opposizioni hanno chiesto modifiche, mentre la maggioranza ha confermato l'impianto già approvato dal Senato.

Sul provvedimento resta aperto anche il confronto all'interno del Partito democratico. Dopo l'astensione al Senato, la linea annunciata alla Camera è quella del voto contrario qualora non vengano apportate modifiche alla definizione di antisemitismo. Una posizione che ha riacceso il confronto tra le diverse componenti del partito.

A prendere pubblicamente posizione è stato Emanuele Fiano, ex deputato dem e intervenuto all'assemblea nazionale dei Riformisti Pd 'Cambiare!': "Il Partito democratico ha deciso di votare contro il disegno di legge sull'antisemitismo, approvato al Senato, nel quale si astenne, e ora all'esame della Camera. Se quella decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile".

Fiano ha poi precisato: "La mia persona e le decisioni che prenderò non contano assolutamente niente. Conta il merito di quello che sta accadendo al mio partito, che ho contribuito a fondare".

Il provvedimento è dunque atteso alla Camera il 2 ottobre, con il confronto politico che prosegue soprattutto sulla definizione di antisemitismo e sulle conseguenze che questa potrebbe avere rispetto alla libertà di espressione e alla critica nei confronti di Israele.