Il nuovo taglio dello sconto sulle accise arriva mentre il prezzo dei carburanti continua a mantenersi su livelli elevati. Da oggi, 26 settembre, il beneficio sul gasolio passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa. La misura resterà in vigore fino al 5 ottobre, secondo quanto previsto dal decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162.

Il quadro fotografato dalla Cgia di Mestre è quello di una forte pressione sui costi di mobilità e trasporto. Secondo l'associazione, nei mesi della crisi energetica il rincaro ha interessato soprattutto il diesel, con conseguenze particolarmente pesanti per le attività che utilizzano quotidianamente i veicoli.

Gli ultimi dati ufficiali disponibili confermano comunque un livello dei prezzi ancora elevato: il 25 settembre il Mimit indicava una media nazionale di 2,338 euro al litro per il gasolio self service sulla rete stradale e di 2,421 euro in autostrada. Per la benzina i valori erano rispettivamente di 2,151 e 2,247 euro al litro.

Il dimezzamento dello sconto non significa dunque l'azzeramento dell'agevolazione: fino al 5 ottobre resterà una riduzione di 5 centesimi sull'accisa, che considerando l'effetto sull'Iva corrisponde a 6,1 centesimi al litro. Dal 18 al 25 settembre, invece, il beneficio era stato fissato a 12,2 centesimi.

L'impatto sui trasporti

A risentire maggiormente dell'aumento del costo del carburante sono soprattutto le attività professionali che dipendono dagli spostamenti quotidiani. La Cgia individua in particolare autotrasportatori, tassisti e agenti di commercio tra le categorie maggiormente esposte.

Per gli autotrasportatori sono previsti strumenti di compensazione sotto forma di crediti d'imposta, ma l'accesso alle agevolazioni è legato a determinati requisiti. Una parte delle imprese rimane quindi esclusa dalle misure, in particolare quelle che dispongono di mezzi pesanti al di sotto delle soglie previste o che non rientrano nelle categorie ambientali richieste.

Il problema riguarda anche i costi complessivi della logistica: l'aumento del carburante finisce infatti per riflettersi sul prezzo dei trasporti e, indirettamente, su quello di numerosi beni e servizi.

Gli interventi del Governo

Negli ultimi mesi l'esecutivo è intervenuto più volte sulle accise per contenere l'impatto dei rincari. Il provvedimento attualmente in vigore ha prorogato la riduzione fino al 5 ottobre, prevedendo però un progressivo ridimensionamento dello sconto sul diesel. Il costo della proroga è stato quantificato in 111,8 milioni di euro per il 2026, ai quali si aggiungono 21,2 milioni destinati quest'anno all'estensione del credito d'imposta per gli autotrasportatori.

Il meccanismo delle cosiddette accise mobili continua inoltre a essere utilizzato per intervenire sul livello della tassazione quando l'aumento dei prezzi dei carburanti produce maggiori entrate Iva. Nei mesi precedenti il Governo aveva già utilizzato questa modalità per finanziare le riduzioni temporanee.

Il tema resta quindi legato a un doppio effetto: da una parte il prezzo internazionale dell'energia continua a condizionare il costo alla pompa, dall'altra la riduzione temporanea delle accise attenua solo in parte l'impatto per automobilisti e imprese.

Per chi vuole confrontare i prezzi effettivamente praticati dai distributori, il Mimit aggiorna quotidianamente l'Osservaprezzi carburanti, con dati comunicati direttamente dai gestori degli impianti.