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AGGIORNAMENTO ORE 19:20. Ha parlato la madre del 26enne fermato per l'omicidio di Fabio Colapietro. "Mi ha detto cose molto confuse: che lui era disperato, continuava a piangere, a dire cose...era sconvolto, quindi non capivo". La donna ha parlato al citofono ai giornalisti dopo l'udienza di convalida del fermo del figlio, Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, nato a Chivasso.
Al termine dell'udienza, l'avvocato del giovane ha riferito alcuni elementi emersi sulla vicenda. Secondo quanto dichiarato dal legale, nell'abitazione sarebbe stata consumata ogni tipo di droga. La vittima, secondo la ricostruzione riferita dall'avvocato, avrebbe forse rubato 50 euro, provocando una lite durante la quale "tutti si picchiano". Colapietro sarebbe quindi caduto, morendo.
Il 26enne è stato fermato per l'omicidio del 39enne, il cui cadavere era stato trovato fatto a pezzi nella notte tra giovedì e venerdì in un'abitazione alla periferia Nord di Torino.
I FATTI
Un forte odore proveniente da un appartamento ha portato la Polizia a una scoperta drammatica nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre a Torino. All'interno di un'abitazione nel quartiere Madonna di Campagna sono stati trovati i resti di Fabio Colapietro, 39 anni, residente a Settimo Torinese, il cui cadavere era stato fatto a pezzi e nascosto in grossi sacchi neri nel bagno.
A far scattare l'allarme, intorno alle 23, è stata una telefonata al 112. Una donna avrebbe contattato i soccorsi preoccupata per il figlio, riferendo che il giovane avrebbe potuto fare del male a qualcuno. Quando gli agenti sono intervenuti, hanno trovato il ragazzo insieme alla madre. Il giovane avrebbe quindi indicato agli investigatori il luogo in cui si trovava il corpo, conducendoli in un'altra zona della città.
Le volanti sono così arrivate davanti a un appartamento al quarto piano di una palazzina. L'alloggio è abitato da un'insegnante di 47 anni, originaria di Rieti. Dopo aver aperto la porta agli agenti, all'interno dell'abitazione è stato avvertito un forte odore acre. La successiva perquisizione ha portato alla macabra scoperta: in alcuni sacchi neri erano nascosti resti umani. Accanto ai sacchi sono stati trovati anche alcuni coltelli.
Sul caso sono ora al lavoro gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia, coordinati dalla pm Lea Lamonaca. L'obiettivo è ricostruire la sequenza degli eventi e soprattutto chiarire quali rapporti ci fossero tra la vittima e le persone che frequentavano l'abitazione.
Gli investigatori avrebbero effettuato perquisizioni anche in altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di poter avere un ruolo nella vicenda. Tra questi ci sarebbe anche l'abitazione del giovane che, secondo quanto ricostruito, si trova nella zona di Mirafiori, dalla parte opposta della città rispetto all'appartamento dove sono stati rinvenuti i resti.
Gli inquirenti stanno inoltre ascoltando diverse persone che frequentavano l'alloggio dell'insegnante. Resta da stabilire se Colapietro sia stato ucciso all'interno dell'appartamento oppure se il corpo sia stato trasportato lì successivamente.
Le indagini proseguono per ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio e individuare le eventuali responsabilità.








