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È stato il Comitato “Giù le mani dall’Ogliastra” a portare sul tavolo della Regione le principali criticità sanitarie del territorio nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina in viale Trento, alla presenza della presidente della Regione Sardegna e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde e del capo di gabinetto dell’Assessorato della Sanità Stefano Ferreli. Un confronto durato circa un’ora, nel quale i rappresentanti del Comitato hanno illustrato priorità, proposte e richieste legate al rafforzamento dei servizi sanitari locali.
A rappresentare il Comitato erano Arianna Depau, Daniela Sanna, Simona Demurtas e Adriano Micheli, che hanno subito posto al centro del confronto la questione ritenuta più urgente: la riapertura e il corretto funzionamento del punto nascita dell'ospedale Nostra signora della Mercede di Lanusei chiuso da quattro anni e considerato una priorità non più rinviabile per garantire la sicurezza delle partorienti e dei nascituri, oltre che un diritto fondamentale per le persone che vivono in Ogliastra.
“Spostarsi dall’Ogliastra per raggiungere Nuoro o Cagliari costituisce un pericolo per le donne e per i bambini. Bisogna considerare le caratteristiche del territorio: in inverno spesso nevica e affrontare il viaggio verso Nuoro è rischioso, così come raggiungere Cagliari nella stagione estiva, con le strade congestionate”, ha sottolineato Daniela Sanna.
Il tema della sicurezza è stato uno degli assi portanti del confronto. Su questo punto è intervenuta anche la presidente Todde, evidenziando che “la sicurezza non può essere valutata esclusivamente sulla base del numero dei parti effettuati in una struttura, ma deve necessariamente tenere conto anche dell’esperienza e dell’organizzazione delle équipe sanitarie”.
Nel corso dell’incontro, il Comitato ha avanzato la proposta di costruire percorsi di rete e convenzioni tra presìdi, anche in raccordo con Nuoro, per garantire volumi complessivi adeguati e continuità assistenziale. È stata inoltre suggerita una collaborazione con l’ospedale di Muravera, ritenuto più vicino a Lanusei per una parte dell’utenza rispetto a Cagliari. “Per una parte dell’utenza quel presidio risulta più vicino a Lanusei rispetto a Cagliari”, hanno evidenziato Simona Demurtas e Daniela Sanna.
Ampio spazio è stato riservato anche alle carenze di personale, in particolare in ambito pediatrico, una criticità strettamente legata alla chiusura del punto nascita. “Abbiamo bisogno di un ulteriore specialista in pediatria con competenze diabetologiche”, hanno ribadito i rappresentanti del Comitato.
Su questo fronte, la presidente Todde e il capo di gabinetto Ferreli hanno illustrato le possibili soluzioni per il rafforzamento degli organici, tra cui convenzioni con le Università, il coinvolgimento degli specializzandi e una programmazione più efficace di concorsi e mobilità, oggi rallentati da procedure complesse e vincoli contrattuali che penalizzano le aree periferiche.
Nel corso del confronto sono emerse anche le criticità legate alle specialistiche carenti, tra cui cardiologia, emodinamica, oculistica ed endocrinologia, con particolare riferimento ai bisogni di una popolazione anziana, spesso costretta a rivolgersi al privato o a sostenere spostamenti onerosi fuori dal territorio.
Un ulteriore focus ha riguardato il sistema di emergenza-urgenza e l’utilizzo dell’elisoccorso. È stata ribadita la necessità di garantire il pieno funzionamento delle elisuperfici ospedaliere, per assicurare atterraggi e decolli in sicurezza. In questo ambito è stato confermato il lavoro in corso con AREUS, tenendo conto delle distanze reali e dei tempi di intervento nelle aree più isolate, come l’Ogliastra.
“Il tema della sicurezza va affrontato con serietà, guardando all’organizzazione delle équipe, alle reti cliniche e alla capacità di garantire risposte tempestive. La riapertura del punto nascita e il rafforzamento dei servizi territoriali sono obiettivi che richiedono un percorso chiaro, condiviso e con tempi certi”, ha evidenziato la presidente Todde, che ha aggiunto: “La Regione è pronta a fare la sua parte, insieme ai territori, per ricostruire fiducia e garantire equità di accesso alle cure”.
La Regione ha infine confermato la disponibilità a proseguire il confronto con il Comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”, la Direzione generale e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di definire un quadro operativo concreto e verificabile.
Un’apertura accolta positivamente dagli esponenti del Comitato, che hanno ricordato come il movimento sia “nato per protestare in una fase in cui nessuno ascoltava le istanze del territorio, mentre oggi è aperto al dialogo e al confronto per risolvere le criticità della sanità in Ogliastra”.









