L’Assemblea degli Esperti avrebbe scelto Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo Ali Khamenei, come nuova guida della Repubblica islamica. La notizia, trapelata nelle ultime ore da fonti vicine al regime, arriva mentre la regione è già scossa da un’escalation militare che coinvolge Iran, Israele e diversi Paesi del Golfo.

Il nome di Mojtaba, ritenuto molto vicino ai Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran), circolava da giorni tra i possibili successori. Ma la sua eventuale nomina ha già provocato reazioni durissime sul piano internazionale.

Trump: "Senza la nostra approvazione durerà poco"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato apertamente la scelta. "Senza la nostra approvazione durerà poco", avrebbe dichiarato, lasciando intendere una linea di forte pressione su Teheran.

Secondo fonti diplomatiche, Trump avrebbe anche discusso della situazione con il premier britannico Keir Starmer, valutando l’utilizzo di basi militari britanniche nella regione. Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe persino l’invio della Delta Force per colpire i siti nucleari iraniani.

Minacce sono arrivate anche da Israele. Fonti citate dalla stampa locale avrebbero affermato: "Uccideremo anche lui", riferendosi al nuovo leader.

Missili e droni sul Golfo

Intanto continuano gli attacchi iraniani nel Golfo Persico. A Kuwait City una torre è stata colpita e avvolta dalle fiamme. Due persone sono morte in Arabia Saudita, mentre esplosioni sono state segnalate ad Abu Dhabi e in Bahrein.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno negato di aver colpito obiettivi iraniani, smentendo quanto riferito da alcuni media israeliani.

A Teheran cresce intanto l’allarme ambientale: dopo i raid sui siti petroliferi si teme una possibile pioggia acida e molte persone stanno lasciando la capitale.

Pasdaran: "Possiamo combattere per altri sei mesi"

Dal fronte iraniano arrivano segnali di determinazione. I Pasdaran sostengono di poter sostenere il conflitto "per almeno altri sei mesi".

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha inoltre ammesso che Russia sta aiutando Teheran "in modi diversi", aggiungendo che "non è un segreto".

Petrolio verso i 100 dollari

La prospettiva di una guerra prolungata sta già agitando i mercati internazionali. Il prezzo del greggio si avvicina ai 100 dollari al barile, mentre cresce il timore di un conflitto su larga scala in Medio Oriente.

Trump elogia Meloni, polemica in Italia

Sul fronte politico italiano, nuove tensioni sono scoppiate dopo le dichiarazioni di Trump su Giorgia Meloni.

In un colloquio con il Corriere della Sera, il presidente americano ha detto: "Amo l’Italia e penso che Giorgia sia una grande leader. Cerca sempre di aiutare. È un’ottima leader ed è una mia amica".

Le parole hanno scatenato la reazione dell’opposizione. Il deputato del Partito Democratico Giuseppe Provenzano ha parlato di "affermazione grave e inquietante", chiedendo alla premier di chiarire la posizione dell’Italia. "Il nostro Paese deve lavorare per fermare una guerra illegale, non per cercare di aiutare", ha detto.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha respinto le critiche: "Nulla da chiarire. Era una dichiarazione più politica. Tutto quello che si sta facendo è stato detto in Parlamento".