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Dalla sua residenza di Mar-a-Lago, Donald Trump ridisegna il futuro del Medio Oriente. In una serie di interventi rilasciati a The Atlantic, Fox News e CNBC, il Presidente degli Stati Uniti ha confermato un cambio di passo radicale nelle relazioni con Teheran, aprendo a colloqui con la nuova leadership iraniana emersa dopo il devastante attacco che ha portato all’uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei.
L'apertura diplomatica
"Vogliono parlare e io ho accettato di farlo. Quindi parlerò con loro", ha dichiarato Trump, sottolineando però come questa disponibilità arrivi solo dopo che il precedente assetto di potere è stato smantellato. Il Presidente non ha risparmiato critiche alla vecchia guardia: "Avrebbero dovuto farlo prima. Hanno aspettato troppo, facendo troppo i preziosi. Ora la maggior parte di quelle persone non c’è più. È stato un colpo davvero grosso".
Il perno della strategia americana resta l'intesa nucleare: Trump ha ribadito con fermezza che non sarà mai consentito a Teheran di produrre un'arma atomica, definendo il regime appena colpito come "uno dei più violenti della storia".
Il bilancio militare: "48 leader uccisi in un colpo solo"
I dettagli dell'operazione congiunta Usa-Israele, denominata da alcune fonti come un intervento di precisione senza precedenti, delineano un quadro di distruzione quasi totale delle gerarchie iraniane. Trump ha rivelato a Fox News che "48 leader sono stati uccisi in un colpo solo", aggiungendo che le operazioni militari stanno procedendo "in anticipo rispetto al programma".
Particolarmente duro il colpo inferto alla Marina iraniana. Attraverso un post sul suo social network Truth, il Presidente ha usato toni sarcastici per descrivere i successi aeronavali: "Abbiamo distrutto e affondato 9 navi militari iraniane, alcune delle quali grandi e importanti. Presto anche le altre galleggeranno sul fondo del mare! Abbiamo in gran parte distrutto il loro quartier generale navale. A parte questo, la loro Marina sta andando molto bene!"
Nessuna preoccupazione per l'economia
Nonostante i timori della comunità internazionale per una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e una conseguente impennata del prezzo del greggio, Trump si è mostrato imperturbabile. "Non sono preoccupato di nulla", ha tagliato corto rispondendo a Fox News. "I prezzi saranno gestiti, come sempre".
Secondo il Presidente, l'azione militare non è stata un atto di aggressione isolato, ma una missione di sicurezza globale: "Stiamo facendo il nostro lavoro non solo per noi, ma per il mondo intero. Le cose stanno evolvendo in modo molto positivo".






