Sotto le insegne del CeDAC per la Stagione di Prosa 2025-2026 la pièce (andata in scena a Olbia, Macomer e Sanluri) porta in scena una profonda e agrodolce riflessione sulla vita coniugale, dove il palcoscenico si trasforma nell'alcova di un'intera vita.

L'opera ripercorre trentacinque anni di convivenza di una coppia, Riccardo e Marina, magistralmente interpretati da Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi. L'intera azione si condensa all'interno di una camera da letto, attorno a un grande letto a due piazze posto al centro della scena, che funge da testimone silenzioso e simbolo vitale della loro unione.

Nata inizialmente come sceneggiatura per un film mai realizzato e successivamente adattata per il palcoscenico, la storia attraversa tutte le tappe cruciali della famiglia.

Si parte dalle trepidazioni della prima notte di nozze e dalla gioia per la nascita del primogenito, fino ad arrivare all'affermazione professionale di Riccardo come scrittore di successo. Tuttavia, tra le mura di questa stanza si consumano anche grandi dolori e sfide complesse, come lo spettro di una relazione extraconiugale, le disavventure affrontate dal figlio maschio e la ritrovata felicità per il matrimonio della figlia.

Lentamente, la stanza si popola dei fantasmi del passato, trasformandosi in un luogo di memorie e rimpianti.

Lo spettacolo esplora con occhio lucido l'evoluzione di un legame nel tempo. L'autore Tato Russo conia per l'occasione un termine ironico e calzante: il "martirimonio", un neologismo che racchiude in sé il mix inscindibile di gioie, amarezze, passioni e tradimenti.

I temi esplorati sono universali:

- Sacrificio e cura: la narrazione evidenzia come spesso sia la donna, Marina, a farsi carico del peso della stabilità familiare. Lei rinuncia in parte a se stessa ponendosi nell'ombra, per sostenere il successo del consorte e per trasformare la casa in un nido sicuro per i figli.

 - Infantilismo e narcisismo maschile: Riccardo incarna il lato più superficiale e infantile del rapporto. La sua figura di artista e scrittore affermato nasconde insicurezze profonde, che lo portano alla costante ricerca di conferme esterne e del plauso pubblico.

- Perdono e fatica dell'amore: la commedia scava nella complessa capacità di perdonare un'infedeltà e di superarne l'umiliazione. Viene ribadito che l'amore puro non è sufficiente senza l'impegno costante: bisogna imparare a comprendersi, ad ascoltarsi e a scegliersi reciprocamente ogni singolo giorno.

 - Percezione del tempo: lo scorrere inesorabile degli anni, che altera in modo imprevedibile le prospettive e i rapporti umani, è un pilastro concettuale dell'opera. Questa dimensione temporale sfuggente prende forma scenica grazie alle magiche coreografie di Aurelio Gatti, interpretate dai performers di Incorporea Group come figure evanescenti.

L'autenticità viscerale degli interpreti: Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi (volti noti anche per successi come "Un posto al sole") portano in scena personaggi con i loro stessi nomi, in un affascinante gioco di specchi tra finzione scenica e realtà. La loro interpretazione è potenziata dal fatto di essere una coppia anche nella vita privata, portando una verità e un'intimità rare sul palco.

Il regista Livio Galassi ha scelto coraggiosamente di rimuovere ogni orpello scenico superfluo per esaltare la purezza drammaturgica del testo. L'attenzione dello spettatore non viene mai distratta, rimanendo focalizzata sulla recitazione e sulle dinamiche emotive attorno al letto.

L'opera rifugge dalle morali preconfezionate, offrendo un finale sospeso e aperto. Questa precisa scelta registica permette alla storia di risuonare intimamente, lasciando a ciascun individuo in platea il compito di immaginare il proprio, personale epilogo.