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Cosa succede quando l'immortalità diventa una noia mortale? La risposta, geniale e tagliente, ce la consegna un'artista che di fascino senza tempo se ne intende: Drusilla Foer.
In questa tournée - che a marzo 2026 ha toccato anche la Sardegna sotto le insegne del CeDAC (al Teatro Massimo di Cagliari il 16 e 17 e al Comunale di Sassari il 18, sempre tutto esaurito) - va in scena non solo una rilettura del mito, ma un vero e proprio capolavoro di scavo psicologico e ironia.
Dimenticate l'Olimpo stantio e i capricci di divinità vendicative. La Venere di Drusilla Foer ha fatto i bagagli e si è trasferita a Parigi, accompagnata da una fidata e misteriosa cameriera. Il motivo? Un'irresistibile invidia per noi mortali, condannati all'urgenza di vivere passioni e sentimenti proprio a causa della nostra finitezza!
È qui che lo spettacolo svela il suo lato più esilarante e brillante. La Dea della bellezza scopre il gusto del lusso, della moda e delle debolezze umane. Come confessa la stessa protagonista con una battuta fulminante: “Immaginate la mia gioia. Una dea, condannata a vivere nell’eterna umidità del mare, scoprire l’esistenza della messa in piega!”
Il mito classico, a ben vedere, parla al nostro presente: "Venere Nemica" è un'opera per tutti, spudoratamente attuale, perché dietro i veli del mito di Apuleio su "Amore e Psiche", si nascondono dinamiche familiari e sociali universali. Lo spettacolo, in perenne equilibrio tra tragedia e commedia, declina i grandi temi del Classico nella contemporaneità esplorando: la competizione feroce tra suocera e nuora (Venere riversa su Psiche tutto il suo rancore di "madre tradita"), il dramma della bellezza che sfiorisce (tema che sembra ossessionare la società odierna, sempre più social), la possessività materna (che esplode in un amore incondizionato quando Amore, figlio ribelle, torna ferito nel corpo e nell'anima a cercare rifugio), il conflitto interiore (in cui persino un'entità abituata a essere la sua "sola priorità" scopre la potenza sconvolgente dell'amore materno).
Impreziosisce e contorna il quadro la partecipazione di Elena Talenti. Non si può parlare di "Venere Nemica" senza celebrare lo straordinario talento della sua protagonista. Drusilla Foer (alter ego dell'attore e regista Gianluca Gori) non è solo un'icona di stile irriverente e antiborghese, ma un'artista totale.
La sua poliedricità l'ha resa una vera e propria star di culto capace di dominare ogni palcoscenico e mezzo di comunicazione: in televisione, ha stregato il pubblico come co-conduttrice del Festival di Sanremo 2022 al fianco di Amadeus, ha presentato i David di Donatello e ha condotto "Drusilla e l’Almanacco del Giorno Dopo"; al cinema e nelle serie, ha vinto un Nastro D'Argento per "Sempre più Bello" (2022) ed è protagonista nella pluripremiata serie Netflix "Tutto Chiede Salvezza"; nella musica, ha pubblicato l'album di inediti "DRU" (2023) e ha partecipato a "Frida Opera Musical", Musical potente e visionario su vita e opere di Frida Kahlo; a teatro, dove "Eleganzissima" ha registrato unanime e divertito consenso.
Lo spettacolo non è solo parola, ma un raffinato e coinvolgente divertissement teatrale supportato da una struttura musicale sorprendente. Si potrebbe dire che, a tratti, la pièce si trasforma in un musical dai toni intensi e talora crudeli, esaltato dalle doti canore della stessa Drusilla e di Elena Talenti.
L'approdo a un testo così stratificato, che trae spunto da "Le Metamorfosi" di Apuleio , rappresenta la naturale evoluzione di un percorso artistico inarrestabile, guidato dallo spirito cosmopolita e dalla raffinata educazione di questa "nobildonna toscana cresciuta a Cuba". Drusilla ha sempre dimostrato una sensibilità rara, sfruttando la sua natura di personaggio irriverente per sostenere cause sociali di grande importanza. Non è un caso, infatti, che questa tournée teatrale si intrecci con iniziative lodevoli come il progetto "Teatro No Limits", che in una data cagliaritana ha garantito un tour tattile e l'audiodescrizione per spettatori non vedenti e ipovedenti.
Dal successo trionfale delle 24 repliche estive con "Eleganzissima" al maestoso ruolo di voce narrante ne "L’Histoire du Soldat" al Teatro Olimpico di Vicenza , l'alter ego scenico di Gianluca Gori continua a dimostrare di essere un'entità artistica capace di abbattere ogni barriera, sfuggendo a qualsiasi etichetta.
Insomma... possiamo concludere che, con "Venere Nemica", l'artista compie un ulteriore passo in avanti. Incarnando la dea con leggerezza, ironia tagliente e spietata umanità, ci ricorda che "Se c’è una cosa che un Dio detesta è non essere creduto"... ma davanti a una performance di tale magnetismo e intelligenza scenica, non credere alla potenza del suo teatro è semplicemente impossibile!










