Scritte offensive e lettere anonime con minacce rivolte anche ai familiari del primo cittadino. La presidente della Regione esprime solidarietà, mentre il gruppo di maggioranza assicura il proprio sostegno: "Calasetta non è e non sarà ostaggio di nessuno!".

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, esprime solidarietà al sindaco di Calasetta, Antonello Puggioni, destinatario di scritte offensive e lettere anonime contenenti minacce rivolte anche ai suoi familiari.

“Sono vicina al sindaco di Calasetta Antonello Puggioni e alla sua famiglia. Le minacce rivolte anche alla moglie e alle figlie fanno capire quanto queste intimidazioni entrino nella vita delle persone, dentro le loro case”, dichiara la presidente.

L'episodio segue di pochi giorni la denuncia delle minacce di morte ricevute dalla sindaca di Arborea, Manuela Pintus.

“Siamo di nuovo davanti a chi cerca di condizionare con la paura il lavoro di un amministratore. Chi sceglie di mettersi al servizio del proprio paese deve poterlo fare senza temere per sé e per i propri cari. La Regione è al loro fianco. Su questo serve una posizione ferma e condivisa da tutte le forze politiche, perché la libertà di amministrare riguarda ciascuno di noi”, conclude la presidente Todde.

Sulla vicenda interviene anche il gruppo di maggioranza consiliare che sostiene il sindaco Puggioni, condannando le intimidazioni e riferendo che si tratta dell'ennesimo episodio di una serie di messaggi ingiuriosi comparsi negli ultimi mesi sul territorio.

Nel comunicato, la maggioranza sottolinea la gravità delle minacce rivolte anche ai familiari del primo cittadino, in particolare alla madre, al fratello, alla moglie e alle figlie. Delle lettere anonime, riferisce il gruppo, sono state informate le Forze dell'Ordine e gli enti di riferimento del sindaco, ai quali viene riposta la massima fiducia affinché siano individuati i responsabili.

La maggioranza ribadisce quindi il proprio sostegno a Puggioni, che conferma la volontà di proseguire il percorso amministrativo intrapreso.

"Ho preso un impegno preciso con la mia comunità: restituire Calasetta ai calasettani. E intendo mantenerlo fino in fondo. Non saranno quattro vigliacchi nascosti dietro una bomboletta spray o una lettera anonima a farmi cambiare strada. Coinvolgere e minacciare persino i miei familiari (moglie e figlie) è un gesto di una bassezza inaudita, ma se qualcuno pensa di potermi spaventare o costringere a rinunciare al percorso intrapreso, si sbaglia di grosso. Andrò avanti, con ancora più forza e determinazione di prima!".

Il gruppo consiliare condanna fermamente gli episodi, definendoli non soltanto un attacco personale, ma anche un'offesa alle istituzioni democratiche e all'intera comunità calasettana.

"Il confronto politico, anche il più acceso, è legittimo. Le minacce, gli insulti e le intimidazioni non lo saranno mai".