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Oltre 250 chilogrammi di sabbia, ciottoli e conchiglie sottratti alle spiagge della Sardegna, e sequestrati nei primi nove mesi del 2026: si tratta del bilancio dei controlli effettuati dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) nei porti e negli aeroporti sardi, che conferma quanto il fenomeno continui a interessare gli scali dell’Isola, soprattutto durante la stagione turistica.
Il quantitativo, come riferito, è sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2025, quando i sequestri avevano raggiunto complessivamente circa 300 chilogrammi. Un dato che evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla tutela del patrimonio naturale costiero.
Particolarmente significativo anche il dato relativo alla nazionalità delle persone coinvolte: quasi il 75% dei trasgressori accertati è risultato straniero. Un elemento che rafforza l’importanza delle campagne di informazione rivolte ai turisti che ogni anno scelgono la Sardegna per le proprie vacanze.
L’asportazione di sabbia, ciottoli, sassi e conchiglie dagli arenili non è un gesto innocuo e privo di conseguenze: la sottrazione, anche solo di piccole quantità, contribuisce infatti a impoverire un patrimonio ambientale di grande valore.
La legge regionale n. 16 del 2017 vieta, in assenza delle necessarie autorizzazioni o concessioni, l’asportazione, la detenzione e la vendita di questi materiali provenienti dal litorale o dal mare. Le violazioni sono punite con sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro.
Accanto ai controlli, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli porta avanti iniziative di sensibilizzazione per promuovere comportamenti rispettosi dell’ambiente. Tra queste c’è la campagna “La Sardegna portala nel cuore”, promossa dalla Direzione Territoriale Sardegna, che quest’anno vede come testimonial Claudio Ranieri.
"I dati registrati nei primi nove mesi dell’anno confermano l’efficacia dell’attività di controllo svolta negli scali sardi - ha dichiarato il direttore regionale ADM Sardegna, Gianluigi D’Urso - anche grazie alla costante sinergia con gli altri enti operanti nelle aree portuali e aeroportuali – Guardia di Finanza, Polizia di Frontiera e organi di security".
Il fenomeno, ha sottolineato, resta tuttavia diffuso e richiede una riflessione condivisa con gli altri enti di controllo e con la Regione Sardegna sulle modalità più efficaci per contrastarlo, anche alla luce della significativa prevalenza di casi che coinvolgono turisti stranieri.
L’obiettivo è rafforzare in maniera coordinata le attività di prevenzione, controllo e sensibilizzazione, affinché i visitatori comprendano le conseguenze dei propri comportamenti.
Quello che può sembrare un semplice ricordo da portare a casa, infatti, se ripetuto da migliaia di persone, rischia di contribuire nel tempo all’impoverimento degli ecosistemi costieri. La tutela delle spiagge sarde passa quindi non soltanto dai controlli e dalle sanzioni, ma anche dalla consapevolezza che sabbia, ciottoli e conchiglie fanno parte di un patrimonio naturale da preservare.










