"Nessun caso di legionellosi acquisita durante il ricovero è stato finora rilevato negli ospedali dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari": lo precisa l’Aou in merito alla presenza di Legionella riscontrata nella rete idrica del reparto di Oncoematologia, sottolineando la necessità di distinguere la presenza del batterio nell’ambiente dalla diagnosi della malattia.

I casi di legionellosi ricoverati in passato nelle strutture aziendali, come precisa l’Azienda, sarebbero riferibili a infezioni insorte sul territorio e non correlate alla degenza ospedaliera.

La presenza di Legionella nell’acqua, infatti, non equivale automaticamente alla presenza della malattia. Il batterio è un microrganismo diffuso negli ambienti acquatici naturali e artificiali e può essere presente anche nelle reti idriche cittadine e nelle abitazioni. In determinate condizioni, come temperature favorevoli alla proliferazione, ristagno e ridotta circolazione dell’acqua, la concentrazione del microrganismo può aumentare.

Proprio in considerazione delle elevate temperature del periodo estivo e del conseguente aumento del rischio di proliferazione, l’Aou di Sassari ha intensificato durante questa stagione le attività di monitoraggio della rete idrica dei propri ospedali, con particolare attenzione alle aree destinate all’assistenza dei pazienti più fragili.

L’Azienda ha affidato a una ditta specializzata le attività di controllo e disinfezione delle acque e, parallelamente, effettua attraverso i propri laboratori verifiche periodiche sulle possibili contaminazioni microbiologiche dell’acqua e, più in generale, dell’ambiente ospedaliero.

La sorveglianza riguarda in particolare le aree considerate maggiormente critiche, tra cui sale operatorie, rianimazioni e reparti che accolgono pazienti vulnerabili, come appunto l’Oncoematologia.

È stato proprio il sistema di sorveglianza rafforzata a consentire di individuare tempestivamente la criticità. In via precauzionale, prima ancora della conclusione di tutti gli accertamenti, l’Aou ha disposto la temporanea limitazione dell’utilizzo dell’acqua nei servizi interessati e ha attivato il protocollo previsto per questo tipo di situazioni.

Sono quindi stati eseguiti gli interventi di sanificazione e messa in sicurezza della rete idrica, interessando gli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua e i servizi igienici. Tra le operazioni effettuate figurano la pulizia e la sanificazione degli impianti interessati, il flussaggio dei singoli terminali e l’incremento della circolazione dell’acqua nelle reti sanitarie.

Il flussaggio consiste nello scorrimento periodico dell’acqua, soprattutto nei punti utilizzati meno frequentemente, ed è una delle misure adottate per contrastare il ristagno. Si tratta di una pratica utile non solo nelle strutture sanitarie, ma più in generale nelle reti idriche cittadine e domestiche, soprattutto dopo periodi di inutilizzo.

Durante l’applicazione delle misure precauzionali, l’Aou ha inoltre provveduto direttamente all’acquisto e alla distribuzione dell’acqua ai pazienti ricoverati nel reparto, garantendo così la continuità dell’assistenza in condizioni di sicurezza.

Gli interventi richiesti sono stati completati tempestivamente. Dopo aver ricevuto dalla ditta incaricata la comunicazione relativa alla loro completa esecuzione, la Direzione medica di presidio ha ritenuto possibile procedere alla riapertura dei servizi igienici interessati, mantenendo comunque le ulteriori misure precauzionali previste dal protocollo fino alla definitiva verifica degli esiti degli interventi.

"Il ritrovamento del batterio nell’ambiente non equivale a un caso di legionellosi – sottolinea Paolo Castiglia, direttore medico di presidio dell’Aou e professore ordinario di Igiene generale e applicata all'Università di Sassari -. La Legionella può essere presente nelle reti idriche e proprio per questo effettuiamo una sorveglianza costante, ulteriormente intensificata durante il periodo caratterizzato dalle temperature più elevate. L’individuazione della criticità ha consentito all’Azienda di intervenire immediatamente e in via precauzionale, mettendo al primo posto la sicurezza dei pazienti, in particolare di quelli maggiormente fragili. A oggi non abbiamo rilevato casi di legionellosi acquisiti durante il ricovero nei nostri ospedali".

L’Aou ricorda inoltre che nelle proprie strutture vengono assistiti anche pazienti affetti da legionellosi provenienti dal territorio. L’esposizione al batterio può infatti verificarsi in diversi contesti, comprese le reti idriche cittadine. Si tratta, precisa l’Azienda, di situazioni che devono essere distinte dalla presenza ambientale rilevata attraverso i programmi di sorveglianza ospedaliera.

L’attenzione resterà alta anche nelle prossime settimane, attraverso controlli periodici, verifiche microbiologiche e tutte le attività previste dai protocolli di prevenzione, con particolare riguardo alle strutture nelle quali vengono assistiti i pazienti più vulnerabili. L’individuazione tempestiva di eventuali criticità e l’adozione delle conseguenti misure precauzionali, conclude l’Aou, fanno parte delle attività quotidiane di prevenzione e sicurezza dell’Azienda.