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È ancora incerto il bilancio del naufragio del traghetto Mv Matui, affondato venerdì scorso al largo di Vanuatu, nell'Oceano Pacifico. A bordo dell'imbarcazione, impegnata nella traversata tra le isole di Ambae e Santo, si trovavano 47 persone.
Finora i soccorritori hanno recuperato 15 passeggeri e un corpo, mentre più di 30 persone risultano ancora disperse. Le ricerche sono andate avanti fino a domenica nelle acque al largo dell'arcipelago. Da oggi le operazioni si concentreranno soprattutto lungo la costa, dove le correnti potrebbero aver spinto eventuali superstiti, spostando così il campo delle ricerche dalle acque aperte alle zone costiere.
Restano da chiarire le cause dell'incidente. Secondo quanto riferito dall'ufficio del primo ministro, il naufragio potrebbe essere legato ai forti venti e al mare agitato, nonché al mancato rispetto degli avvisi sulle condizioni meteorologiche. Tra le ipotesi al vaglio anche una possibile negligenza, compreso un eventuale sovraccarico del traghetto.
Proprio nel giorno della partenza, il servizio meteorologico nazionale aveva diramato un'allerta per forti venti e condizioni di mare pericolose.
Vanuatu è un arcipelago del Pacifico meridionale composto da 83 isole, situato a circa 1.750 chilometri a est della costa settentrionale dell'Australia.








