Cento anni fa, il 13 settembre 1926, nasceva a Nuditta (allora frazione di Posada, oggi territorio di Budoni) Giovanna Rosa Pilosu. Sesta di otto figli di Sebastiano, originario di Torpé, e di Angelica Braccu, di Nuditta, la piccola Giovanna Rosa crebbe tra due mondi linguistici e culturali: quello gallurese della madre e quello torpeino, variante del logudorese, del padre. Ancora oggi parla con naturalezza entrambe le lingue, segno di un’infanzia ricca di influenze e di radici profonde.

Le prime classi delle elementari le frequentò proprio a Nuditta, in una pluriclasse allestita nella casa di famiglia. Il ciclo scolastico primario lo concluse poi a Torpé. Unica tra i fratelli e le sorelle a proseguire gli studi, diventò maestra elementare, scegliendo una strada che all’epoca non era scontata per una ragazza di famiglia numerosa in una comunità rurale.

Iniziò a insegnare nelle scuole rurali di frazioni e stazzi dell’allora grande comune di Posada. Poi, per tutto il resto della sua lunga carriera, fu a Torpé. Generazioni di allievi passarono sotto la sua guida e ancora oggi la ricordano con affetto e rispetto. Molti di loro, ieri come oggi, sono presenti a festeggiare con lei il traguardo dei cento anni, a dimostrazione di quanto il suo insegnamento abbia lasciato un segno indelebile.

Per la famiglia è semplicemente “zia Nanna”: zia di nove nipoti, tredici pronipoti e tre trisnipoti. Una presenza costante, discreta e autorevole, che ha saputo accompagnare i suoi cari nei momenti di gioia e di dolore. Nella comunità di Torpé e dei paesi limitrofi è rimasta un punto di riferimento, una “maestra” di vita oltre che di scuola.

Giovanna Rosa Pilosu non è solo una centenaria: è la memoria viva di un territorio, di un modo di insegnare fatto di dedizione e di umanità, di una generazione che ha costruito il futuro con la scuola e con l’esempio. Oggi, nel giorno del suo centesimo compleanno, Torpé e Nuditta le dicono grazie.