Tradizioni e culture lontane si incontrano nel cuore del paese. Mercoledì 12 agosto torna a Putifigari la Rassegna Internazionale del Folklore, organizzata dal Gruppo Folk Putifigari, con il patrocinio e il supporto del Comune di Putifigari e dell’Unione dei Comuni del Coros, con il sostegno della Regione Sardegna e la collaborazione delle realtà associative locali.

Una serata dedicata alla musica, alla danza, agli abiti tradizionali e soprattutto all’incontro tra popoli, con quattro formazioni internazionali pronte a portare sul palco espressioni differenti della propria cultura.

La 9ª Rassegna Internazionale del Folklore prenderà il via alle ore 19 con la parata inaugurale, che partirà dalla Palestra Comunale di via M. Delitala. A seguire la manifestazione si sposterà in piazza Boyl, dove si terrà il Festival Internazionale del Folklore.

Ad aprire le esibizioni saranno i padroni di casa del Gruppo Folk Putifigari, con la partecipazione del Coro S’Ena Frisca.

Sul palco arriveranno poi le quattro formazioni internazionali: Sentimiento y Tradición dal Perù, Ballet Folclórico Amo a México dal Messico, Center for Traditional Culture and Art “Kosta Abrašević” dalla Serbia ed Ensemble Orce Nikolov dalla Macedonia.

A presentare la serata sarà Sara Masia, con la partecipazione di Costantino Doppiu alla chitarra e Giuseppe Cubeddu all’organetto.

Ad accompagnare il programma ci saranno inoltre gli stand enogastronomici curati dalle associazioni di Putifigari, con piatti tipici, prodotti locali, dolci della tradizione e altre specialità.

Un gruppo ripartito con entusiasmo

Dietro la nona edizione c’è anche la storia recente del Gruppo Folk Putifigari. Dopo diversi anni di inattività, la formazione ha ripreso il proprio cammino da poco più di un anno, con una nuova spinta e la volontà di tornare a essere protagonista nella vita culturale del paese e negli appuntamenti dedicati alle tradizioni popolari.

“Dobbiamo essere orgogliosi, ci teniamo molto e siamo contenti di avere ricostruito questo progetto”, sottolinea il presidente Michael Carboni.

Un progetto che non guarda soltanto all’organizzazione degli eventi nel paese, ma anche allo scambio con altre comunità e alla possibilità di far conoscere fuori dalla Sardegna l’identità di Putifigari.

Proprio a luglio il gruppo ha partecipato in Polonia al 9° Festival Internazionale di Folklore POLKA 2026, rappresentando Putifigari, la Sardegna e l’Italia e condividendo la propria cultura con formazioni provenienti da diverse parti del mondo.

Un’esperienza che il gruppo ha raccontato come un’occasione preziosa “per portare oltre i confini della nostra Isola il valore delle tradizioni, della cultura popolare e dell’identità della nostra comunità”, ma anche per costruire amicizie e nuovi legami attraverso il folklore.

“Con orgoglio abbiamo rappresentato Putifigari, la Sardegna e l’Italia, condividendo la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra identità insieme a gruppi provenienti da tutto il mondo”, hanno raccontato al termine dell’esperienza polacca.

Non solo folklore: protagonisti anche i sapori del territorio

La giornata del 12 agosto sarà anche un’occasione per conoscere Putifigari attraverso le sue produzioni e la sua cucina. Le associazioni del paese allestiranno infatti stand enogastronomici nei quali sarà possibile assaporare piatti tipici, prodotti locali, dolci della tradizione e altre specialità.

Folklore ed enogastronomia diventeranno così due modi differenti di raccontare lo stesso territorio: da una parte i balli, la musica e gli abiti, dall’altra i sapori tramandati nel tempo.

Putifigari, una storia che parte dal Neolitico

A pochi chilometri da Alghero e Sassari, Putifigari custodisce un patrimonio che affonda le proprie radici nella preistoria. Il territorio risulta abitato già dal Neolitico e una delle testimonianze più importanti si trova a circa dieci chilometri dal centro abitato: la necropoli di Monte Siseri, databile tra il 3200 e il 2600 a.C.

Il complesso comprende quattro domus de janas ricavate in un affioramento di tufo rosa. Tra queste spicca la Domu de s’Incantu, conosciuta anche come “tomba dell’architettura dipinta”, con decorazioni che testimoniano il livello artistico raggiunto dalle comunità che abitavano la Sardegna già nel III millennio a.C.

Un paese con radici antichissime che il 12 agosto tornerà dunque ad aprirsi al mondo. Per una sera, le tradizioni di Putifigari incontreranno quelle di Perù, Messico, Serbia e Macedonia, nel segno di un folklore che non è soltanto memoria del passato, ma occasione di amicizia, dialogo e condivisione tra culture diverse.