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Un’auto imbrattata con del sugo di pomodoro, parcheggiata lungo la strada. È da qui che parte l’episodio avvenuto nei giorni scorsi ad Alghero, dove un’agente della polizia locale è stata vittima di quello che viene ritenuto un atto intimidatorio, verosimilmente legato alla sua attività professionale.
Il mezzo, di proprietà della poliziotta, è stato preso di mira con un gesto che ha immediatamente fatto scattare le verifiche da parte del Comando. Sono in corso le indagini per risalire al responsabile, anche attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
All’agente è arrivata la solidarietà del sindaco Raimondo Cacciotto: "Ho appreso con dispiacere del gesto che nei giorni scorsi ha colpito una delle nostre agenti della Polizia Locale. A lei voglio esprimere la mia piena vicinanza personale e quella dell’intera Amministrazione comunale, insieme a un sincero ringraziamento per il lavoro che svolge ogni giorno con entusiasmo, professionalità e senso del dovere. Indossare una divisa e far rispettare le regole non è mai semplice. Chi opera quotidianamente al servizio della comunità affronta spesso situazioni complesse, tensioni e responsabilità importanti, ma questo non può mai giustificare gesti intimidatori o atti di inciviltà. Come Sindaco sarò sempre al fianco delle donne e degli uomini della nostra Polizia Locale, sostenendoli e mettendoli nelle condizioni migliori per svolgere il proprio lavoro con serenità, sicurezza e dignità. Andiamo avanti a testa alta, con determinazione e con la consapevolezza che il rispetto delle regole e delle istituzioni è un valore fondamentale per costruire una comunità più giusta e civile".
Parole di sostegno anche da parte del comandante della polizia locale, Salvatore Masala: “La collega svolge il proprio lavoro con serietà, abnegazione e autentico spirito di corpo. Lo fa nell’interesse dell’intera comunità, ma anche perché crede profondamente nel valore del proprio servizio. Il suo entusiasmo è contagioso e non permetterò a nessuno di spegnere questa luce. Chi pensa di intimidirci sbaglia profondamente: gesti come questo non fanno altro che rafforzare in noi il senso del dovere, della legalità e dell’appartenenza al Corpo”.








