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Dalla Marmilla al Veneto, il Coro Ghentiana di Ruinas, diretto dal maestro Gianni Puddu, ha portato la tradizione musicale sarda fuori dall’Isola, attraverso l’emozionante esecuzione di "Dimonios" in ricordo dei sardi caduti in guerra al Sacrario Militare di Asiago.
Musica, arte, tradizione, amicizia e solidarietà: questi i valori che contraddistinguono il coro protagonista lo scorso fine settimana di una tournée in Veneto che ha unito la passione per il canto alla valorizzazione della memoria storica e delle radici sarde.
Il gruppo ha fatto tappa ad Asiago, a Bassano del Grappa, ospite del Coro Vecchio Ponte, e a Padova, dove si è esibito presso il Circolo dei Sardi. Tra i momenti più suggestivi del viaggio, l'esecuzione di "Dimonios", il celebre inno della Brigata Sassari, dedicata ai caduti sardi al Sacrario Militare di Asiago.
Il brano, scritto da Luciano Sechi con musiche del maestro Michele Turnu, è stato scelto per rendere omaggio ai tanti soldati della Brigata Sassari che persero la vita in quei luoghi durante la Prima guerra mondiale. Un momento di intensa partecipazione emotiva, nel quale la musica si è fatta strumento di memoria e riconoscenza.
La storia di un coro che racconta la Sardegna
Nato nel 2007, il Coro Ghentiana riunisce persone provenienti da diversi centri della Marmilla, tra cui Ruinas, Ales e Villa Sant'Antonio, accomunate dall'amore per il canto e per le tradizioni della Sardegna. I componenti si incontrano due volte alla settimana per le prove, guidati da Gianni Puddu, maestro del gruppo sin dalla sua fondazione.
Alcuni coristi vantano un'esperienza ancora più lunga: facevano infatti parte già dal 1997 del coro dal quale è nato il Ghentiana. Un percorso che testimonia la continuità di una passione coltivata nel tempo e capace di coinvolgere diverse comunità del territorio.
Un curriculum ricco di esperienze
Nel corso degli anni il coro ha partecipato a numerose manifestazioni e festival, anche di rilievo nazionale, portando la musica sarda in contesti prestigiosi. A raccontare il percorso ai nostri microfoni è il portavoce Maurizio Setzu, che ha ricordato con orgoglio alcune delle esperienze più significative del gruppo, "Abbiamo cantato anche in Vaticano, ad Assisi e il prossimo ottobre saremo a Matera", spiega Setzu.
Un calendario di appuntamenti che conferma la volontà di continuare a promuovere la cultura e le tradizioni dell'Isola anche al di fuori dei confini regionali, attraverso il linguaggio universale della musica.
Il significato del nome Ghentiana
Anche il nome del coro custodisce un legame profondo con la storia del territorio. "Ghentiana" richiama infatti un antico villaggio che sorgeva un tempo fuori dall'attuale abitato di Ruinas. La sua memoria si intreccia con leggende, curiosità e ipotesi storiche legate soprattutto alla chiesa di San Teodoro e ai ritrovamenti che, secondo diverse interpretazioni, potrebbero rimandare all'esistenza di un antico centro abitato o di una stazione di passaggio.
Un riferimento alle radici locali che rispecchia pienamente lo spirito del gruppo: custodire la memoria, valorizzare le tradizioni e condividere la propria identità attraverso il canto.
La tournée in Veneto costituisce quindi un'ulteriore occasione per il Coro Ghentiana di raccontare la Sardegna, intrecciando musica e amicizia con un messaggio di solidarietà e rispetto per la storia, e l'omaggio alla Brigata Sassari ne è stata una testimonianza particolarmente significativa.












