Si è recata a sostenere l’esame orale di terza media indossando con orgoglio il costume tradizionale di Torpè, e concludendo il suo percorso con il suono dell’organetto, simbolo di una passione autentica per la cultura della sua amata terra.

Così la 14enne Iole Secchi, mentre molti suoi coetanei guardano alle mode del momento e spesso si allontanano dalle tradizioni, quasi snobbandole, lei ha scelto di fare il contrario dedicando la sua tesina alla Sardegna, e affrontando diversi argomenti come la flora e la fauna, la storia, la cultura, le tradizioni e le peculiarità attraverso le differenti discipline scolastiche.

Iole fa parte del gruppo folk di Torpè e frequenta la Scuola civica di musica, "Ho deciso di indossare il mio costume perché rappresenta pienamente l’amore per la mia terra e le sue radici - ha affermato con gioia - e ho scelto di realizzare questa tesina sulla Sardegna perché è la mia terra e rappresenta una parte importante della mia identità: mi affascina soprattutto la sua storia antica".

Da Antonio Gramsci fino alla musica tradizionale con l’organetto, la giovanissima Iole ha toccato anche il tema degli sport tipici sardi, come S’Istrumpa, "Ho scelto anche di parlare della longevità dei sardi perché rappresenta una caratteristica unica e riconosciuta a livello mondiale - afferma ancora la 14enne -. Con questa tesina desidero far conoscere meglio le ricchezze della Sardegna, dimostrando come una sola regione possa offrire tanti spunti di studio e di approfondimento in discipline diverse".

Poi il gran finale, "Per concludere il mio percorso, ho voluto presentare anche un momento dedicato alla tradizione popolare sarda: un ballo accompagnato dal suono dell’organetto, uno degli strumenti musicali più rappresentativi dell’Isola - spiega Iole -. Questa esibizione finale era un modo per valorizzare la cultura, la musica e le tradizioni che ancora oggi fanno parte della vita dei sardi e che rendono la Sardegna una terra unica e speciale".

Le sue scelte hanno colpito profondamente anche il corpo docente, "Quando Iole ci ha presentato la sua tesina siamo stati davvero felici - racconta ai nostri microfoni la docente Cristina Loi, facendosi portavoce di tutti gli insegnanti -. Vedere una ragazza della sua età con un amore così sincero per la Sardegna e per le sue tradizioni non è affatto scontato. Ha scelto di affrontare temi importanti e identitari, dalla civiltà nuragica ad Antonio Gramsci, passando per S’Istrumpa, uno sport che spesso nemmeno molti adulti conoscono".

"La sua passione nasce da una scelta personale - ci spiega l'insegnante -. Iole non proviene infatti da una famiglia inserita nel mondo del folk o delle tradizioni popolari: sono stati la sua curiosità e il suo interesse ad avvicinarla a questo mondo. I genitori la sostengono costantemente e l’accompagnano nel suo percorso, ma la spinta iniziale è stata tutta sua".

"Nonostante il caldo e l’emozione dell’ultima prova della giornata, ha voluto presentarsi in abito tradizionale - afferma Cristina Loi - perché sentiva che quel costume raccontava una parte importante di sé e che fosse un elemento imprescindibile del suo lavoro".

Un gesto apparentemente semplice, ma carico di significato, soprattutto in un momento storico in cui le generazioni sembrano tanto distanti tra loro e le radici sembrano sempre più lontane visto il grande avanzamento della tecnologia. Si tratta di un grande esempio per tanti altri ragazzi della sua età: conoscere le proprie tradizioni non significa guardare al passato, ma portarlo con orgoglio nel presente.