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L’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) E.T.S. ha apprezzato l’avviso pubblico promosso da ANCI Sardegna nell’ambito del progetto "T.E.R.R.A. – Tutela ed Eccellenza dei Paesaggi Rurali della Regione Autonoma della Sardegna", finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale della Regione Autonoma della Sardegna.
Per PRIS si tratta di un’iniziativa di particolare rilievo, perché per la prima volta la tutela e la valorizzazione dei paesaggi rurali storici vengono accompagnate da un intervento concreto rivolto agli Enti Locali, con assistenza tecnica, competenze e risorse finanziarie finalizzate alla costruzione dei percorsi di candidatura al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali.
"Il progetto T.E.R.R.A. - sottolinea Mauro Agnoletti, Presidente di PRIS - rappresenta un’iniziativa di grande valore strategico. La tutela dei paesaggi rurali storici e delle pratiche agricole tradizionali non può essere considerata soltanto un’azione di conservazione, ma deve diventare una vera politica di sviluppo dei territori".
I paesaggi rurali storici rappresentano infatti un patrimonio unico, costruito nel corso dei secoli attraverso l’interazione tra comunità, agricoltura, ambiente, cultura e territorio. Un patrimonio che può diventare un elemento distintivo per promuovere qualità, identità, produzioni tipiche e nuove opportunità economiche nelle aree rurali.
La Sardegna è oggi particolarmente significativa nel panorama nazionale. Sono quattro i paesaggi rurali storici sardi iscritti al Registro nazionale: il "Paesaggio Policolturale del Mandrolisai: i vigneti di Atzara e Sorgono", i "Vigneti eroici di Meana Sardo", i "Sistemi Agro-silvo-pastorali del Marghine-Goceano: Oliveti terrazzati e pascoli arborati nei territori di Bolotana, Illorai e Lei" e gli “Uliveti pascolati nel Comune di Oliena".
A questi si aggiungono almeno altre due aree impegnate nei percorsi per il riconoscimento nazionale.
"La Sardegna - prosegue Agnoletti - ha tutte le condizioni per assumere un ruolo di leadership su questo tema. Non soltanto per la qualità e la varietà dei suoi paesaggi rurali, ma anche per la presenza di comunità che ancora oggi custodiscono pratiche, conoscenze e tradizioni che rappresentano un patrimonio di valore nazionale".
Sull’importanza del progetto interviene anche Alessandro Corona, Sindaco di Atzara e componente del Direttivo nazionale dell’Associazione PRIS.
"Questa iniziativa - afferma Corona - rappresenta il primo atto concreto e tangibile di un interesse reale della Sardegna per il riconoscimento e la valorizzazione dei paesaggi rurali storici. È senza dubbio un segnale importante e apre una prospettiva nuova per il futuro dei nostri territori".
"Il nostro invito - aggiunge - è però quello di accompagnare questa nuova stagione con un’attenzione altrettanto forte verso i paesaggi che hanno già ottenuto il riconoscimento nazionale. Parliamo di territori di grande pregio, come il Paesaggio policolturale dei vigneti del Mandrolisai di Atzara e Sorgono, che è stato il primo paesaggio rurale storico della Sardegna a essere iscritto nel Registro nazionale e che ha raggiunto questo risultato grazie soprattutto all’impegno e alla determinazione delle amministrazioni locali".
Per Corona, dunque, il riconoscimento deve rappresentare non un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase nuova.
"Sostenere i paesaggi rurali storici già iscritti – conclude – significherebbe riconoscere il grande lavoro fatto dalle amministrazioni locali e dalle comunità che hanno creduto in questi percorsi quando ancora il valore di questo patrimonio non era pienamente riconosciuto. La candidatura al Registro è importante, ma altrettanto importante è garantire che, una volta ottenuto il riconoscimento, questi territori possano continuare a essere tutelati, valorizzati e sostenuti".
PRIS rivolge pertanto il proprio plauso alla Regione Sardegna e ad ANCI Sardegna per la realizzazione del progetto T.E.R.R.A., auspicando che l’esperienza possa diventare un modello replicabile anche in altre regioni italiane.
"Investire nei paesaggi rurali - conclude Agnoletti - significa investire nelle comunità che li hanno costruiti e che ancora oggi li custodiscono. Ci auguriamo che il modello sperimentato in Sardegna possa rappresentare un esempio nazionale e contribuire a rafforzare le politiche pubbliche dedicate alla tutela, all’identità e allo sviluppo sostenibile dei territori rurali".









