Una domenica di festa, partecipazione e identità, nel segno delle tradizioni popolari e delle eccellenze artistiche della Sardegna. Belvì ha vissuto una giornata di grande successo nell’ambito di Autunno in Barbagia, culminata con la 16ª Rassegna Regionale del Folklore a premi, che ha richiamato un pubblico numeroso e caloroso. 

A conquistare il primo posto è stato il Gruppo Folk Monte Gonare di Sarule, accompagnato dal musicista Peppino Bande, protagonista di un’esibizione che ha convinto la giuria, composta da un rappresentante per ciascun gruppo partecipante. Presentata da Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu, la manifestazione ha trasformato il palco in un vivace incontro di musica, danza e cultura popolare, confermando il valore del folklore quale patrimonio condiviso e strumento di promozione delle comunità isolane. 

Numerosi gli applausi riservati a tutti i gruppi in gara: Battos Moros di Oliena, Saludos di Nuoro, Guilcer Real di Paulilatino, Peppino Mereu di Tonara, Santa Maria della Mercede di Norbello e Valenza di Nuragus. Formazioni che, attraverso costumi, sonorità e coreografie, hanno raccontato la ricchezza delle tradizioni sarde e la vitalità delle realtà folkloristiche del territorio. La giornata, organizzata nell'ambito delle iniziative promosse dal Comune di Belvì, dal Centro Commerciale Naturale e dalle associazioni locali, ha saputo intrecciare lo spettacolo con momenti di particolare intensità emotiva. 

Tra i protagonisti più applauditi della manifestazione, il cantautore Frasa, nome d'arte di Francesco Saias, originario di Belvì, reduce dall'esperienza ad Amici di Maria De Filippi nell'edizione 2025. La sua presenza ha rappresentato un motivo di orgoglio per la comunità, che ha accolto con entusiasmo uno dei giovani artisti emergenti del panorama musicale italiano. Grande emozione anche per Giuseppe Ignazio Loi, attore protagonista del film La vita va così di Riccardo Milani, al quale il sindaco Maurizio Cadau ha consegnato un pubblico riconoscimento. A rendere ancora più significativo il momento è stato l'omaggio musicale della cantante Lucia Budroni, che gli ha dedicato una particolare interpretazione. 

Applausi e commozione hanno accompagnato anche l'esibizione di Simona Canu, che ha proposto il brano Io e la mia diversità insieme ai ragazzi speciali di Oliena, legati all'associazione Battos Moros. I giovani hanno portato sul palco un momento di danza e condivisione, accompagnati da Michele Puddu, offrendo al pubblico una testimonianza di inclusione, sensibilità e partecipazione attraverso il linguaggio universale dell'arte. A impreziosire il programma è stato inoltre l'esordio dei Notas, giovane formazione etnofolk del territorio, espressione di un interesse per la musica tradizionale che continua a coinvolgere anche le nuove generazioni. 

Nel corso della manifestazione sono stati premiati anche i vincitori del torneo di balduffula e morra 2026, due giochi della tradizione che continuano a rappresentare un importante momento di aggregazione e memoria collettiva. 

Sul palco, a fare gli onori di casa, Maria Vincenza Oano e il sindaco Maurizio Cadau, visibilmente emozionato per la riuscita dell'intera manifestazione. Nel suo intervento, il primo cittadino ha tracciato un bilancio positivo della manifestazione, sottolineando il valore di Autunno in Barbagia non soltanto come appuntamento turistico, ma soprattutto come occasione per raccontare l'identità di una comunità e riflettere sulle prospettive dei piccoli centri delle zone interne. "Il nostro Autunno in Barbagia è molto più di una manifestazione: è il racconto dell'anima di una comunità che apre le proprie porte, condivide le proprie tradizioni e valorizza le eccellenze del territorio", ha dichiarato Cadau, ringraziando i visitatori e quanti hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa.

Un patrimonio che, per Belvì, passa anche attraverso i sapori e le produzioni locali: castagne, nocciole, noci, dolci tipici e prodotti della terra che custodiscono saperi antichi, tramandati di generazione in generazione. La valorizzazione di queste risorse, ha sottolineato il sindaco, rappresenta una leva importante per sostenere le attività produttive, rafforzare il tessuto economico e creare nuove opportunità per i giovani. Ma accanto alla promozione turistica e culturale resta aperta la questione dello spopolamento, una delle sfide più importanti per i piccoli comuni della Sardegna.

"I nostri paesi vivono difficoltà reali e hanno bisogno di servizi, collegamenti, lavoro e investimenti. Ma vivere in un piccolo comune non significa vivere una vita di serie B", ha affermato Cadau, richiamando l'attenzione sulla qualità della vita, sul rapporto con la natura e sul valore delle relazioni umane che caratterizzano le comunità delle zone interne. La risposta allo spopolamento, secondo il primo cittadino, deve passare da interventi concreti: sostenere le imprese, l'agricoltura e l'artigianato, investire nel turismo, migliorare i servizi e offrire ai giovani ragioni per restare, creando al contempo le condizioni affinché chi è partito possa scegliere di tornare. 

Un messaggio racchiuso in una frase che sintetizza il senso del suo intervento: "Un paese non è piccolo quando ha pochi abitanti, ma quando smette di credere nel proprio futuro". Una dichiarazione che guarda oltre la festa e richiama la responsabilità di costruire nuove prospettive per i territori dell'interno. "Belvì vuole continuare a investire nelle proprie potenzialità e dimostrare che anche nelle zone interne è possibile vivere, lavorare e costruire nuove prospettive", ha concluso il sindaco, ribadendo che l'accoglienza non deve limitarsi ai giorni di Cortes Apertas, ma proseguire durante tutto l'anno. 

La riuscita della manifestazione consegna così l'immagine di una comunità viva, capace di valorizzare le proprie radici e di aprirsi al futuro. Tra folklore, musica, riconoscimenti e partecipazione popolare, Belvì ha rinnovato il proprio invito a scoprire non soltanto le bellezze e i prodotti del territorio, ma anche le persone, le storie e i valori che rendono unico il paese.