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Nel Sud Italia, i blocchi dell’autotrasporto di questi giorni continuano a provocare disagi alla circolazione e preoccupano per le possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci. In Campania la mobilitazione è arrivata al porto commerciale di Napoli, mentre in alcuni supermercati si segnalano difficoltà di approvvigionamento, soprattutto per i prodotti alimentari. Intanto, a Palazzo Chigi, prosegue il confronto sulla legge di bilancio da 23,5 miliardi di euro, tra il contributo richiesto alle banche, il taglio dell’Irpef e le risorse da destinare a sanità e famiglie.
L’allarme per i rifornimenti
Tra le ragioni della mobilitazione ci sono i rincari del gasolio e dell’energia, che mettono sotto pressione i bilanci delle imprese del settore e alimentano la richiesta di interventi urgenti da parte del governo.
A lanciare l’allarme sulle conseguenze per la filiera commerciale è Confcommercio, attraverso il vicepresidente e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. I blocchi, secondo quanto segnalato, stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per gli alimenti freschi e deperibili, ma anche per altre categorie merceologiche, dagli elettrodomestici ai prodotti di elettronica di consumo.
Il rischio è che, se la situazione dovesse protrarsi, la disponibilità delle merci diventi sempre più irregolare, con danni economici per le imprese e ulteriori disagi per i consumatori.
Russo riconosce le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante sempre più elevati, ma richiama anche la necessità di garantire la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture. L’obiettivo è evitare che le conseguenze della protesta si estendano all’intera filiera commerciale e alle famiglie.
L’attenzione è rivolta anche al confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dal quale il settore si attende risposte concrete per affrontare l’emergenza e favorire il superamento dei blocchi.
Codacons: timori per nuovi rincari
Alle difficoltà negli approvvigionamenti si aggiunge il timore di possibili aumenti dei prezzi. Il Codacons lancia l’allarme sulle ripercussioni che i blocchi e le tensioni sui costi di trasporto potrebbero avere sui consumatori, in una fase già segnata dal caro-carburanti.
Eventuali ritardi nelle consegne e maggiori costi logistici rischiano infatti di ripercuotersi sui prezzi finali dei prodotti, aggravando la spesa quotidiana delle famiglie. Una situazione che rende ancora più urgente una soluzione alla protesta e il ripristino della normale distribuzione delle merci.
Manovra da 23,5 miliardi, confronto ancora aperto
Sul fronte politico ed economico, prosegue intanto il lavoro del governo sulla legge di bilancio, con un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi per definire le misure della manovra da 23,5 miliardi di euro.
Tra le priorità indicate figurano gli interventi a favore dei giovani, degli anziani e le misure in materia di energia. Restano tuttavia diversi nodi da sciogliere, a partire dal contributo di circa 5 miliardi di euro richiesto al settore bancario, sul quale è ancora in corso la trattativa.
Al centro del confronto c’è anche il taglio dell’Irpef, insieme alla ricerca delle risorse necessarie per finanziare gli interventi sulla sanità e le misure a sostegno delle famiglie.
Il negoziato prosegue, mentre l’approvazione in Consiglio dei ministri slitta in attesa che si chiarisca anche il confronto con l’Unione europea. Le prossime ore saranno decisive per definire l’equilibrio tra le priorità della maggioranza, le risorse disponibili e i vincoli di bilancio.









