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Una piantagione di cannabis con 2.289 piante distribuite su 69 filari, nascosta in una zona impervia nelle campagne di Loiri Porto San Paolo, in Gallura. È la scoperta che ha dato il via a un’articolata attività investigativa dei Carabinieri, culminata con l’esecuzione di quattro misure cautelari in carcere.
La coltivazione era stata individuata e sequestrata il 26 agosto 2025 dai militari della Stazione di Loiri Porto San Paolo, insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna. Nel terreno era stato realizzato un sistema organizzato per la coltivazione: un impianto di irrigazione a goccia, cisterne per l’accumulo dell’acqua, collegamenti elettrici e una recinzione elettrificata. Al momento dell'intervento, secondo quanto riferito dai Carabinieri, l'impianto di irrigazione era ancora in funzione.
Da quel momento sono scattati gli accertamenti per risalire ai responsabili della coltivazione. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania e condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia, hanno coinvolto attività di osservazione sul territorio, testimonianze, intercettazioni e accertamenti tecnici.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del GIP, i quattro indagati avrebbero avuto ruoli differenti nella gestione della piantagione, dall’approvvigionamento delle piantine alla disponibilità del terreno e delle utenze, fino alla cura della coltivazione. Gli investigatori contestano inoltre il tentativo di creare una copertura apparentemente legale attraverso un contratto di subaffitto ritenuto fittizio.
Particolarmente rilevanti anche gli esiti degli accertamenti tossicologici del RIS di Cagliari. Secondo le stime richiamate nell’ordinanza, dalle piante sequestrate sarebbe stato possibile ricavare oltre 133 chilogrammi di materiale vegetale ripulito, con circa 6,82 chilogrammi di principio attivo THC. In caso di completa vendita al dettaglio, il valore del prodotto è stato stimato in circa 1,2 milioni di euro, sulla base dei prezzi medi nazionali.
Al termine delle indagini, il GIP del Tribunale di Tempio Pausania, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per i quattro indagati, ritenuti gravemente indiziati, allo stato degli atti, di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti in concorso, con l’aggravante dell’ingente quantità.
Le misure sono state eseguite dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, delle Stazioni competenti delle Compagnie di Nuoro e Bitti e della Stazione di Loiri Porto San Paolo.
Gli accertamenti rientrano nell’attività di controllo del territorio svolta dall’Arma anche nelle aree rurali e più difficilmente accessibili.










