Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime "profonda amarezza in merito all’episodio verificatosi a Santa Teresa di Gallura", dove "è stato sottratto un ombrellone installato su una pedana destinata alle persone con disabilità".

"Non si tratta di un semplice furto - spiega il Coordinamento -. L’atto compiuto non priva soltanto di un oggetto, ma colpisce un simbolo di dignità e di accessibilità. Ogni ombrellone collocato su quella pedana rappresenta un tassello di civiltà, un segno concreto di attenzione verso chi vive ogni giorno difficoltà maggiori, e soprattutto un impegno della comunità a non lasciare indietro nessuno".

"Colpire questi spazi - prosegue il Coordinamento attraverso una nota - equivale a ferire il senso stesso di comunità e a indebolire la cultura dei diritti. È come sottrarre luce a chi già cammina in ombra. Desideriamo, tuttavia, raccogliere questo gesto negativo come stimolo a una riflessione collettiva: episodi di questo genere ci ricordano quanto ancora sia necessario educare alla responsabilità civica, alla solidarietà e al rispetto. La scuola e la società hanno il compito di trasformare l’indignazione in azione, il dispiacere in nuova consapevolezza".

Il CNDDU invita pertanto le istituzioni, le associazioni e i cittadini a "non limitarsi a condannare il gesto" - spiega - ma a "rilanciare con iniziative che rafforzino la cultura inclusiva: dalla sensibilizzazione nelle scuole a momenti pubblici di testimonianza e partecipazione. Un ombrellone potrà essere sostituito, ma ciò che non deve mai mancare è la volontà di proteggere i luoghi dell’uguaglianza e di custodire i segni della nostra umanità condivisa".