PHOTO
Tutelare gli animali d’affezione, contrastare il randagismo, responsabilizzare i proprietari e garantire il decoro del territorio: si tratta degli obiettivi principali del nuovo regolamento approvato dal Consiglio comunale di Castelsardo, che introduce anche una serie di sanzioni per chi non rispetterà le nuove disposizioni, e che entreranno ufficialmente in vigore dal prossimo 3 settembre.
Il regolamento, approvato dal Consiglio comunale con la delibera numero 38 del 21 luglio 2026, è composto da 11 articoli: alla base del provvedimento c’è la volontà di prevenire il randagismo e tutelare il benessere degli animali, ma anche di salvaguardare la salute pubblica, la sicurezza urbana e il decoro del territorio comunale.
Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione c’è inoltre la promozione di un possesso responsabile degli animali d’affezione da parte dei proprietari.
"L’adozione di questo regolamento - sottolinea la sindaca, Maria Lucia Tirotto - e delle sanzioni collegate alle eventuali violazioni si sono rese necessarie per sensibilizzare al rispetto per gli animali e del nostro territorio, oltre della sicurezza dell’intera collettività".
Il nuovo regolamento introduce sanzioni per diverse tipologie di violazione: si parte da fino a 1.000 euro per l’assenza del microchip e da fino a 900 euro per la mancata iscrizione all’anagrafe canina. Per i cani vaganti è prevista una sanzione fino a 600 euro, che può arrivare a 1.200 euro qualora l’animale risulti anche privo di microchip.
Attenzione anche alla gestione quotidiana degli animali: chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane rischia una multa fino a 500 euro, mentre per chi viene sorpreso con il cane senza guinzaglio la sanzione può arrivare fino a 300 euro.
L’amministrazione comunale collega l’introduzione delle nuove disposizioni anche alla frequente presenza di cani vaganti sul territorio, "Nel territorio vengono frequentemente segnalati e rinvenuti cani vaganti – spiega l’assessora alla Polizia locale, Grazia Lorenzoni – in certi casi privi di microchip o comunque riconducibili a condotte di omessa custodia da parte dei proprietari. Questo crea problemi in materia di sicurezza pubblica, igiene urbana, tutela del benessere animale e incremento dei costi sostenuti dal Comune per il recupero, il trasporto e la custodia degli animali".








