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Il costo del carburante rischia di diventare un problema per la tenuta dei servizi di trasporto sanitario e soccorso in Sardegna. A lanciare l’allarme sono ANPAS Sardegna, Federazione delle Misericordie della Sardegna e AVIS Sardegna, che in una lettera indirizzata alla Regione e ad AREUS chiedono un intervento immediato per colmare il divario sempre più ampio tra le spese effettivamente sostenute dalle associazioni e gli importi riconosciuti nell’attuale sistema di convenzionamento.
Il nodo, secondo le organizzazioni, riguarda in particolare il carburante, ma si inserisce in una situazione economica più ampia. Le associazioni del Terzo settore rappresentano infatti una componente essenziale della rete sanitaria e dell’emergenza-urgenza regionale, garantendo attraverso migliaia di volontari e operatori una presenza capillare anche nelle aree periferiche, dove distanze e tempi di percorrenza incidono in maniera significativa sui costi.
Il problema è che, denunciano le tre realtà, i valori economici di riferimento del sistema risalgono sostanzialmente al 2011. Dopo quindici anni, il divario con i costi attuali sarebbe diventato strutturale e non più sostenibile attraverso le sole risorse delle associazioni.
"Il carburante non è una spesa rinviabile"
La questione del carburante viene indicata come la criticità più urgente. Per le organizzazioni, non si tratta infatti di una voce di spesa sulla quale sia possibile intervenire riducendo o rinviando l'esborso: il carburante è una condizione indispensabile per consentire alle ambulanze di raggiungere i pazienti e garantire trasporti e interventi di soccorso.
Ogni aumento del prezzo alla pompa, spiegano, comporta quindi un incremento del costo necessario per assicurare lo stesso servizio. "Le associazioni non possono ridurre le distanze da percorrere, scegliere di non raggiungere un paziente o rinviare un intervento in attesa di condizioni economiche più favorevoli", sottolineano nella lettera.
Il rischio, secondo ANPAS, Misericordie e AVIS, è che una quota sempre maggiore del costo del servizio sanitario finisca per essere sostenuta direttamente dalle organizzazioni di volontariato, attraverso fondi propri, donazioni e l'impegno dei volontari.
Non solo carburante: aumentano tutti i costi
Alla spesa per il rifornimento dei mezzi si sommano, inoltre, gli aumenti relativi alla manutenzione delle ambulanze, alle assicurazioni, ai dispositivi e alle attrezzature sanitarie, alla formazione e agli altri costi organizzativi. Un insieme di rincari che, cumulandosi, ridurrebbe progressivamente le risorse disponibili e renderebbe più difficile programmare con continuità le attività.
Le associazioni ricordano di avere finora continuato a garantire i servizi, assorbendo una parte crescente degli aumenti con risorse proprie, donazioni e lavoro volontario. Una disponibilità che, avvertono, non può però essere considerata illimitata né diventare la giustificazione per rinviare ulteriormente l'adeguamento dei rimborsi.
"Le ambulanze devono essere rifornite oggi"
Nella lettera viene riconosciuto il percorso avviato per l'approvazione di un nuovo testo convenzionale, destinato a recepire la normativa nazionale e a ridefinire i rapporti tra Regione e associazioni. Un passaggio ritenuto necessario, ma che secondo le organizzazioni non può rappresentare la soluzione a un'emergenza economica che si manifesta già nell'immediato.
"Le ambulanze devono essere rifornite oggi. I servizi devono essere garantiti oggi", è il senso della richiesta, che punta quindi a una misura transitoria in grado di intervenire prima della conclusione dell'iter per il nuovo sistema convenzionale.
Le quattro richieste alla Regione
Le organizzazioni chiedono innanzitutto un intervento economico urgente e transitorio che consenta di riconoscere i maggiori costi del carburante effettivamente sostenuti e documentati, senza attendere l'approvazione del nuovo testo convenzionale.
La seconda richiesta riguarda la creazione di un meccanismo di aggiornamento periodico della componente relativa al carburante, basato su parametri oggettivi e verificabili. Nel nuovo quadro convenzionale, invece, viene sollecitata l'introduzione di criteri di rimborso coerenti con i costi reali dei servizi e con le diverse caratteristiche dei territori sardi.
Infine, ANPAS Sardegna, Misericordie e AVIS chiedono la convocazione urgente di un incontro con la Regione e AREUS, per stabilire modalità, coperture finanziarie e tempi certi dell'intervento.
La questione, precisano le tre organizzazioni, non riguarda margini di profitto o trattamenti di favore, ma la possibilità concreta di sostenere le spese indispensabili per mantenere efficienti e sicuri i servizi di soccorso e trasporto sanitario.
Il timore è che, senza un adeguamento tempestivo, alcune associazioni possano trovarsi nell'impossibilità di sostenere gli attuali costi, con possibili conseguenze sulla copertura territoriale e sulla capacità di risposta alle esigenze dei cittadini. Da qui l'appello finale: intervenire prima che una difficoltà economica interna alle associazioni si trasformi in un problema per l'intero sistema di soccorso regionale.








