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Un'organizzazione criminale transnazionale che avrebbe gestito l'arrivo clandestino di decine di migranti sulle coste sarde è stata smantellata dalla Polizia di Stato al termine di un'articolata indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Sono otto gli algerini arrestati, di età compresa tra i 25 e i 39 anni, mentre altri tre destinatari del provvedimento si trovano all'estero.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe organizzato almeno cinque traversate in mare con gommoni ad alte prestazioni, facendo arrivare in Sardegna circa 60 migranti, per la maggior parte di nazionalità algerina. Per tutti gli indagati l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Le indagini
Le indagini, condotte dal Servizio Centrale Operativo (Sco) e dalla Squadra Mobile di Cagliari, diretta da Davide Carboni, hanno preso avvio nel mese di febbraio, quando alcuni migranti fermati a Olbia sono stati trovati in possesso di falsi modelli C3, i documenti che attestano la richiesta di protezione internazionale. Gli investigatori hanno accertato che i modelli erano stati realizzati partendo da documenti autentici, sui quali venivano sostituite le fotografie identificative.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare tutti i presunti componenti del sodalizio e di ricostruire un articolato sistema operativo che collegava El Kala, in Algeria, Cagliari e Marsiglia, in Francia.
L'organizziazione
Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, in Algeria avvenivano il reclutamento dei migranti, l'organizzazione delle partenze e la preparazione delle traversate. In Sardegna, invece, operava la base logistica incaricata dell'accoglienza dei migranti, della predisposizione dei documenti contraffatti e del supporto agli altri componenti del gruppo.
A Marsiglia sarebbe stato attivo uno dei principali finanziatori dell'organizzazione, ritenuto il referente per il reperimento dei fondi e dei gommoni ad alte prestazioni utilizzati per i viaggi clandestini e destinati, secondo gli investigatori, anche a futuri traffici internazionali di sostanze stupefacenti.
Al vertice dell'organizzazione ci sarebbe un algerino di 27 anni richiedente asilo, da poco residente nel Cagliaritano. Il giovane "avrebbe gestito il reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria, la riscossione del denaro necessario per la traversata e l'organizzazione dei viaggi clandestini verso le coste della Sardegna". I migranti, secondo quanto emerso dalle indagini, pagavano 2.500 euro per la traversata.
Parlano gli investigatori
"In Sardegna il promotore si ritiene potesse contare su una rete di complici incaricati della predisposizione dei mezzi logistici, dell'accoglienza dei migranti e soprattutto della produzione di documenti contraffatti - precisano gli investigatori -. L'indagine avrebbe infatti documentato un articolato sistema di falsificazione dei modelli C3. I documenti, ceduti a circa 150 euro, consentivano ai cittadini stranieri di permanere e muoversi illegalmente sul territorio nazionale".
Secondo gli investigatori l'organizzazione criminale era pronta a inaugurare una nuova rotta: "Aveva infatti acquisito potenti gommoni equipaggiati con motori ad alta potenza - spiegano - e progettava di inaugurare una nuova rotta: partire dalle coste sarde, raggiungere l'isola tunisina di La Galite, imbarcare gruppi di migranti e riportarli rapidamente in Sardegna".
Non solo: la banda avrebbe pianificato l'importazione dalla Spagna di circa 500 chili di hashish e 10 kg di cocaina, da trasportare sempre a bordo di due gommoni Phantom, ma il progetto sarebbe rimasto solo in fase preparatoria.









