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Il Pronto soccorso dell'ospedale Santissima Trinità di Cagliari continua a fare i conti con una forte pressione sugli accessi e sul personale. Sulla situazione è intervenuta la Direzione generale della Asl di Cagliari, dopo le recenti dichiarazioni del sindacato Nursing Up, spiegando le misure già adottate per affrontare il sovraffollamento e, in particolare, il fenomeno del boarding, ovvero la permanenza dei pazienti in attesa di ricovero all'interno del Pronto soccorso.
La Direzione assicura di monitorare costantemente l'andamento degli accessi e riconosce le difficoltà affrontate quotidianamente dagli operatori sanitari, ai quali viene espressa «la massima vicinanza» per lo sforzo sostenuto.
Per alleggerire la pressione sul Santissima Trinità, la Asl sta procedendo con il massimo utilizzo dei posti letto ordinari disponibili nei reparti dell'ospedale Is Mirrionis, oltre all'attivazione straordinaria di ulteriori posti letto nei diversi presidi aziendali.
Parallelamente, l'azienda sanitaria ha previsto una temporanea rimodulazione dell'attività programmata, con il differimento dei ricoveri non urgenti per mettere a disposizione posti a favore dei pazienti provenienti dal Pronto soccorso. È inoltre previsto un maggiore coinvolgimento degli ospedali spoke di Isili e Muravera, chiamati ad assorbire parte della domanda assistenziale.
La criticità, tuttavia, non riguarda soltanto la disponibilità immediata di posti letto. Secondo la Asl, una parte consistente dei pazienti presenti nei reparti e in Pronto soccorso ha già superato la fase acuta della malattia e non necessita più di cure ospedaliere urgenti, ma deve affrontare percorsi di dimissione legati a necessità prevalentemente socio-assistenziali.
È proprio la fase di transizione dall'ospedale alle strutture territoriali a rappresentare, secondo la Direzione, uno dei principali nodi da affrontare. Un problema strutturale che richiede un coordinamento costante tra le diverse componenti del sistema sanitario e assistenziale.
L'obiettivo dichiarato dalla Asl è quindi quello di rendere più rapidi i percorsi di dimissione dei pazienti stabilizzati, favorendo il ricambio dei posti letto e consentendo al Pronto soccorso di concentrarsi nuovamente sulla propria funzione principale: garantire la risposta alle situazioni di emergenza e urgenza.









