Un’intera mandria di bovini è stata abbattuta a Feraxi, nel territorio di Muravera, nell’ambito degli interventi legati ai focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease) individuati nel Sud Sardegna.

A denunciare quanto accaduto sono gli stessi abitanti della località, che in una lettera inviata alla nostra Redazione esprimono forte preoccupazione per le conseguenze della decisione.

“A nome di tutti gli abitanti di Feraxi (Muravera): Oggi a Feraxi, nel comune di Muravera, un’intera mandria di mucche sarde con relativi vitelli è stata abbattuta. Gli animali, salvo quattro vitelli risultati affetti da dermatite bovina, era tutti sani e vaccinati. È stata così distrutta la vita di sacrificio di tre famiglie dedite alla pastorizia, che questi animali hanno amato e accudito anche nei tempi difficili della siccità e delle sempre più frequenti emergenze climatiche".

"È difficile credere che non ci possano essere state alternative a una scelta così radicale. Il luogo, ma soprattutto la l’alta qualità del bestiame potevano essere una preziosa occasione di studio di questa patologia animale per creare nuove modalità terapeutiche preventive - sostengono gli abitanti di Feraxi -. Questo scempio ceco e brutale rischia di avere un effetto negativo su gli altri allevatori della Sardegna che, non sentendosi tutelati, in futuro preferiranno nascondere i capi ammalati, seppellendo quelli morti. La dichiarazione di un fallimento. Gli abitanti di Feraxi”.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure sanitarie adottate a seguito dei focolai della malattia, segnalati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo, centro di riferimento nazionale, nei territori di Muravera e Villaputzu, nel Sarrabus.

"Dermatite bovina, subito 13 milioni per gli allevatori"

“Al netto delle somme già impegnate, abbiamo a disposizione 13 milioni di euro che intendiamo utilizzare per rafforzare gli interventi a favore delle aziende colpite". Lo ha dichiarato l'assessore regionale dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale, Francesco Agus.

"L’obiettivo - ha detto - è quello di estendere gli indennizzi relativi al blocco della movimentazione dei capi, inizialmente previsti solo sino al mese di settembre e durata in realtà sino a gennaio, tenendo conto dell’andamento della situazione e delle difficoltà che le imprese stanno continuando ad affrontare”. La proposta, condivisa nel Tavolo verde, sarà approfondita nell’ambito del tavolo tecnico".