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Il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (SASS) rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza in ambienti montani, impervi e ipogei, operando senza sosta 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno su tutto il territorio regionale.
Articolazione territoriale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, il SASS svolge un servizio di pubblica utilità, assumendo un ruolo centrale nel sistema di emergenza sanitaria, così come previsto dalla normativa nazionale. In particolare, la legge n. 74 del 2001, aggiornata nel 2020, individua il CNSAS come soggetto di riferimento esclusivo per il soccorso sanitario in ambiente montano e ipogeo.
Un sistema integrato con l’emergenza sanitaria
Attraverso specifiche convenzioni con le Regioni e le Province autonome, il CNSAS contribuisce all’organizzazione dei servizi di emergenza, inclusi quelli di elisoccorso. In Sardegna, questa sinergia si concretizza nella collaborazione con AREUS, che vede il SASS protagonista nel servizio HEMS (Helicopter Emergency Medical Service).
A bordo degli elicotteri sanitari, il Tecnico di Elisoccorso del CNSAS affianca medico e infermiere, rappresentando una figura altamente specializzata e riconosciuta a livello normativo e tecnico, anche dal regolamento ENAC.
Presidio capillare e intervento continuo
Nel 2025 il SASS può contare su un organico di 248 operatori qualificati, formati attraverso le Scuole Nazionali e Regionali del CNSAS. Di questi, 165 sono tecnici di soccorso alpino e 83 di soccorso speleologico, con ulteriori specializzazioni per contesti operativi complessi.
La struttura regionale si articola in due principali aree operative: XXIX Delegazione Alpina, attiva su tutto il territorio regionale e nazionale con stazioni a Cagliari, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Sassari e Olbia; VIII Zona di Soccorso Speleologica, operativa in ambiente ipogeo a livello regionale, nazionale e internazionale, con stazioni a Cagliari, Iglesias, Nuoro e Sassari.
Durante i fine settimana e nei giorni festivi, il servizio è rafforzato da squadre ESAS (Equipe di Soccorso Alpino e Speleologico), pronte a intervenire rapidamente dalle principali basi operative dell’isola.
I numeri del 2025
L’attività operativa del SASS conferma il ruolo strategico del servizio: 159 missioni di soccorso effettuate; 167 persone soccorse; 126 interventi in ambiente impervio, spesso in sinergia con l’elisoccorso; 2.222 missioni HEMS, con tecnici CNSAS a bordo degli elicotteri sanitari. Interventi attivati tramite NUE 112, 118, Prefetture, forze dell’ordine o chiamate dirette, a dimostrazione della fiducia e della centralità del servizio nel sistema di emergenza.
Formazione continua e alta specializzazione
Elemento chiave dell’efficacia operativa è la formazione costante. Il SASS investe ogni anno in esercitazioni e percorsi addestrativi, pianificati dalle Scuole Regionali Alpina e Speleologica e realizzati grazie al contributo di istruttori regionali e nazionali.
Questo impegno consente ai tecnici di mantenere standard elevati e di affrontare scenari sempre più complessi, garantendo sicurezza sia agli operatori sanitari sia alle persone soccorse.
Una storia che parte dagli anni ’70
Le radici del Soccorso Alpino e Speleologico in Sardegna risalgono agli anni ’70, con la nascita dell’8° Gruppo Speleologico del CNSAS. Il riconoscimento ufficiale come servizio regionale arriva nel 1974, mentre nel 1996 il SASS si costituisce come organizzazione di volontariato ONLUS.
Più recentemente, nel 2022, è stato iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, consolidando il proprio ruolo istituzionale e sociale.
Un punto di riferimento per la sicurezza
Oggi il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna si conferma una realtà d’eccellenza, capace di coniugare professionalità, volontariato e tecnologia. Un presidio indispensabile per la tutela della vita umana in ambienti difficili, dove competenza e tempestività fanno la differenza.











