Si attende la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Cagliari sul caso di Igor Sollai, il 43enne di San Sperate accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, reo confesso del femminicidio della moglie di 42 anni, Francesca Deidda, sparita dal paese a una ventina di chilometri da Cagliari il 10 maggio del 2024 e i cui resti furono trovati il 18 luglio in un borsone nelle campagne tra Sinnai e San Vito.

I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Cagliari dovranno decidere se confermare la condanna all'ergastolo a Sollai, inflitta a luglio del 2025.

Questa mattina si è tenuta l'udienza del processo d'appello. Igor Sollai era presente in aula, come Andrea Deidda fratello della vittima e alcuni zii che si sono costituiti parte civile. La difesa di Sollai, rappresentata dagli avvocati Carlo Demurtas e Laura Pirarba, ha cercato di scardinare il teorema accusatorio. Secondo la difesa non è dimostrato che ci sia stata premeditazione nel delitto, ci sarebbero solo ipotesi ancora senza conferme. Sempre secondo i legali non ci sarebbe stata crudeltà: "Nessuno può stabilire che la vittima sia morta con un accanimento su di lei da viva - ha detto Demurtas -, possibile invece che sia morta al primo colpo di martello".

La difesa ha chiesto che vengano applicate le attenuanti generiche e quindi uno sconto di pena. La procura ha ribadito, invece, la richiesta di conferma del carcere a vita con un anno di isolamento diurno.

L'accusa, con il procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio, e la parte civile, con l'avvocato Gianfranco Piscitelli, hanno ribadito la scarsa collaborazione dimostrata da Sollai nel far trovare arma del delitto e telefonino. Per la difesa il fatto che non siano stati trovati non vuol dire che le indicazioni fornite dall'imputato sono state errate.

AGGIORNAMENTO

Carcere a vita per Igor Sollai. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Cagliari hanno confermato la condanna all'ergastolo.