In merito al femminicidio di Francesca Deidda, avvenuto a maggio 2024 e il cui corpo è stato ritrovato in un borsone nelle campagne tra Sinnai e San Vito, la prima udienza del processo di secondo grado per il marito Igor Sollai, condannato all'ergastolo lo scorso luglio per omicidio, è stata programmata per il prossimo 20 marzo davanti alla Corte d'assise d'appello di Cagliari.

Il presidente della Corte, Giovanni Lavena, ha convocato le parti interessate per l'udienza delle ore 9:30, tra cui il fratello della vittima, Andrea Deidda, assistito dall'avvocato Gianfranco Piscitelli e gli zii, difesi dai legali Pamela Marianna Piras, Elisabetta Magrini e Roberto Pusceddu.

"Come ci aspettavamo, la Corte ha fissato con particolare celerità la data dell'udienza di discussione dell'appello - spiegano i difensori dell'imputato, Laura Pirarba e Carlo Demurtas - Continueremo a confrontarci con il nostro assistito in carcere per approfondire gli aspetti affrontati nell'impugnazione, in modo da prepararci e integrare eventualmente le argomentazioni esposte. Come anticipato nelle precedenti fasi, abbiamo contestato la sussistenza di tutte le aggravanti contestate, e chiederemo che la pena venga ridotta di conseguenza".

Secondo la versione presentata dalla difesa legale, Sollai non avrebbe programmato l'omicidio della donna. Gli avvocati affermano che il crimine è avvenuto durante una discussione accesa nella casa della coppia, dove l'uomo avrebbe colpito la donna di 42 anni alla testa con un oggetto appuntito, causandone la morte. Successivamente, avrebbe nascosto il corpo lungo la strada vecchia orientale, vicino al ponte romano che porta a San Vito. Nonostante all'inizio delle indagini l'imputato abbia negato qualsiasi coinvolgimento nella morte della donna, è stato costretto a confessare una volta acchiappato dalle prove.