È morto durante la notte scorsa il 32enne detenuto di nazionalità nigeriana che ieri, lunedì 3 agosto 2026, aveva tentato il suicidio nel carcere di Uta.

Il giovane era stato sottoposto immediatamente a manovre di rianimazione dai medici del penitenziario di Cagliari e poi trasportato in ospedale, dove purtroppo il suo cuore ha cessato di battere.

A darne notizia è Irene Testa, Garante regionale delle persone private della libertà personale della Sardegna, che attraverso un post sui propri canali social denuncia le condizioni della salute mentale nelle carceri.

"Il ragazzo di 32 anni che ieri ha tentato il suicidio al carcere di Uta è morto stanotte - scrive Testa -. Qualche giorno fa lo avevo incontrato. Ieri ho riletto gli appunti di quel colloquio: aveva riferito di aver sospeso l’antipsicotico".

"Fa male. E fa rabbia - prosegue la Garante - Fa rabbia l’indifferenza della politica, che da decenni non riesce a trovare risposte concrete".

Secondo Testa, il tema della salute mentale nelle strutture penitenziarie continuerebbe a essere affrontato senza interventi adeguati, "Invece di investire nella salute mentale, nelle cure e nelle strutture adeguate, troppo spesso si preferisce chiudere le persone dentro una cella, come se bastasse nascondere il problema perché smetta di esistere".

"Poi arrivano tragedie come questa - conclude -. E il prezzo lo pagano sempre le persone più fragili".

Sul caso sono in corso gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare ogni aspetto della vicenda.