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“Scaricare sui gestori colpe che non hanno è ingiusto e fuorviante. Siamo l’anello più debole della filiera”. Sono le parole di Figisc Confcommercio Sud Sardegna, che interviene per chiarire il ruolo dei gestori degli impianti di distribuzione, in merito alla situazione del caro carburanti.
Secondo l’associazione, i gestori non avrebbero autonomia nella determinazione dei prezzi applicati ai consumatori, e i prezzi alla pompa, come è stato spiegato, sarebbero stabiliti a monte dalle compagnie petrolifere o dai retisti di riferimento, mentre i gestori sarebbero tenuti ad applicare i listini ricevuti, con margini limitati.
Un altro aspetto evidenziato riguarda gli obblighi normativi legati alla trasparenza. I gestori, come spiega l'associazione, devono infatti comunicare i prezzi tramite il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornandoli a ogni variazione o almeno ogni sette giorni. Uno strumento introdotto per favorire la trasparenza verso i consumatori, ma che – secondo l’associazione – presenterebbe alcune criticità operative. “Quando la piattaforma non funziona correttamente - spiega il responsabile FIGISC Sud Sardegna, Salvatore Garau - i gestori rischiano sanzioni pur non avendo alcuna responsabilità. È una situazione paradossale che penalizza chi lavora nel rispetto delle regole e garantisce un servizio essenziale ai cittadini”.
Sul piano economico, Figisc segnala inoltre che i gestori sostengono anticipazioni finanziarie per l’acquisto del carburante e operano con margini ridotti, stimati in pochi centesimi per litro, sui quali incidono i costi di gestione.
“Scaricare sui gestori accuse di speculazione è profondamente ingiusto - aggiunge Garau -. Le dinamiche dei prezzi nascono molto più a monte, tra quotazioni internazionali, costi industriali e fiscalità. Noi siamo semplicemente l’ultimo anello della catena, il più esposto ma anche il meno tutelato”.
Nel dibattito più ampio sulle politiche energetiche, viene infine richiamato il tema delle cosiddette “accise mobili”. Secondo l’associazione, si tratterebbe di uno strumento potenzialmente utile ma con effetti limitati sul prezzo finale, non sufficiente a risolvere le criticità strutturali del settore.








