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Quelle di Natale Casile e Vincenzo Policheni, “il siciliano”, sono storie e due percorsi straordinari, paralleli e indissolubilmente intrecciati, che oggi si chiudono con il pensionamento lasciando alla Squadra Mobile di Cagliari un’eredità professionale di assoluto valore.
Calabresi di origine, forgiati in contesti difficili, entrambi hanno mosso i primi passi in scenari ad alta intensità operativa, Natale, a Palermo, riuscì da solo a catturare un pericoloso latitante evaso da un ospedale, Vincenzo, fu tra i primi a intervenire dopo la Strage di via D'Amelio, vivendo da vicino uno dei momenti più drammatici della storia recente del Paese. Esperienze che hanno segnato profondamente il loro profilo umano e professionale, rafforzando quel senso dello Stato che ha poi caratterizzato tutta la loro carriera.
Il loro percorso si consolida definitivamente con il trasferimento in Sardegna, dove alla Squadra Mobile di Cagliari diventano, negli anni, un punto di riferimento assoluto. Dalla Sezione Narcotici alla Criminalità Diffusa, Natale e Vincenzo hanno operato sempre fianco a fianco, dal primo fino all’ultimo giorno di servizio occupandosi di complesse attività investigative.
In ufficio erano conosciuti come una coppia indivisibile, due operatori complementari, capaci di muoversi con naturalezza tanto nelle dinamiche della strada quanto nelle attività investigative più articolate. Una sorta di “Starsky & Hutch” in versione reale, senza finzione, ma con esperienza, intuito e una conoscenza del territorio costruita negli anni.
Sant’Elia, San Michele, Is Mirrionis, via Seruci: quartieri difficili, piazze di spaccio, contesti complessi dove il loro intervento è stato costante e incisivo. Profondi conoscitori della criminalità cagliaritana e di quella straniera, hanno saputo interpretare e contrastare fenomeni in continua evoluzione, portando a termine centinaia di arresti e numerosi blitz.
Tra le operazioni più significative si ricordano attività sotto copertura nelle principali piazze di spaccio, l’operazione “Primavera Fredda”, ma anche delicate indagini che hanno interessato ambiti della pubblica amministrazione. Un’attività investigativa completa, che ha spaziato dalla criminalità diffusa a contesti ben più articolati.
Di particolare rilievo anche il sequestro di un veliero destinato al trasporto di migranti e l’arresto di numerosi scafisti, alcuni dei quali accusati di gravi reati, fino all’omicidio nei confronti delle persone trasportate. Operazioni complesse, condotte con professionalità e determinazione, spesso in condizioni operative difficili.
Il loro valore è stato riconosciuto da tutti: colleghi, superiori, Autorità Giudiziaria, ma anche da quella parte di cittadinanza che ha beneficiato direttamente del loro lavoro. E, in modo quasi emblematico, persino da molti di coloro che sono stati arrestati nel corso degli anni, che hanno sempre riconosciuto in loro correttezza, lealtà e rispetto.
Due colonne dell’ufficio, due uomini che hanno incarnato il senso più autentico del servizio. La loro dedizione è stata totale, senza compromessi. E a dimostrarlo è anche l’ultimo giorno di attività: “il siciliano”, infatti, ha salutato il servizio sul campo con i colleghi della sezione partecipando al rinvenimento di una piantagione.
Con il loro pensionamento si chiude un capitolo importante per la Squadra Mobile di Cagliari. Lasciando ai colleghi un patrimonio umano e professionale fatto di esperienza, metodo e valori che continuerà a vivere nell’attività quotidiana dell’ufficio.









