Durante le prime ore del mattino di oggi, lunedì 16 febbraio, la Polizia di Stato ha concluso un'operazione, chiamata "Cavallo Pazzo", che ha portato all'applicazione di misure cautelari personali per 14 persone, ritenute responsabili di reati gravi tra cui rapina a mano armata, traffico di droga, atti persecutori e reati contro la Pubblica Amministrazione.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha condiviso i risultati delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.

Come riferito dalla Polizia, l'indagine ha avuto inizio con una rapina a mano armata avvenuta ad Assemini nell'agosto del 2023, durante la quale un gruppo di persone avrebbe rubato 60.000 euro in contanti e una grande quantità di droga da un individuo già noto alle forze dell'ordine. Questo episodio violento e organizzato è stato il punto di partenza di una più ampia attività investigativa.

Le indagini successive, basate su intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno portato alla luce l'esistenza di un'organizzazione criminale dedicata al traffico di droga nella zona di Cagliari, con ruoli definiti e una rete stabile di criminali, inclusi minorenni.

GLI ARRESTI

Tra i nomi degli arrestati spicca quello dell'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Selargius Luigi Gessa, finito in carcere insieme a Cristian Bibbò, Michela Galioto, Daniele Loddo, Fabio Melis, Pier Paolo Orrù, Angelo Saba, Giovanni Vacca. Ai domiciliari, invece, sono finiti Cristian Carreras, Antonella Dami, Elisa Portas, Giuseppe Floris ed Emanuele Saba.    I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale di Cagliari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Gli investigatori hanno identificato due presunti capi all'interno di questa organizzazione, responsabili degli approvvigionamenti di droga e della sua distribuzione sia al dettaglio che all'ingrosso ad altri spacciatori nell'area metropolitana.

Quest'organizzazione avrebbe inoltre rifornito costantemente diverse piazze di spaccio trattando varie sostanze stupefacenti come marijuana, hashish e cocaina con metodi collaudati.

I capi avrebbero coordinato le attività di approvvigionamento, distribuzione e incasso dei proventi illeciti, garantendo il funzionamento continuo dell'organizzazione e il rapido inserimento della droga sul mercato, coinvolgendo anche giovani. I guadagni derivanti dal traffico di droga sono stati alti, come dimostrato dai sequestri di denaro e dalle cessioni documentate con videoriprese, con Selargius identificato come centro principale dello spaccio al dettaglio.

Inoltre - spiegano gli investigatori - le indagini hanno rivelato presunti comportamenti persecutori e intimidatori da parte di un amministratore pubblico locale nei confronti della sua ex compagna, che è stata vittima di diversi atti vandalici tra cui l'incendio della sua auto. Le investigazioni hanno confermato la pericolosità dell'indagato, che avrebbe pianificato un furto o una rapina ai danni della stessa vittima, evento fortunatamente sventato dall'intervento tempestivo della Squadra Mobile.

Le indagini hanno anche evidenziato una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione, compresi abusi di potere da parte dell'amministratore locale per ottenere vantaggi personali e violazioni delle norme a tutela dell'interesse pubblico.

Di fronte alla gravità dei fatti e al rischio di reiterazione dei reati, l'Autorità Giudiziaria ha emesso 8 mandati di custodia cautelare in carcere, 5 arresti domiciliari con braccialetto elettronico e imposto l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria per un altro indagato.

L'operazione è stata condotta con il supporto di diverse unità della Polizia di Stato, dimostrando un'efficace collaborazione tra le varie forze dell'ordine coinvolte.