PHOTO
La Usb Sanità Sardegna ha riconosciuto "l’impegno straordinario delle équipe dell’Arnas G. Brotzu che, in questi giorni di febbraio, hanno eseguito sei trapianti in 48 ore, un risultato reso possibile dalla generosità dei donatori e dalla professionalità dei medici, infermieri e tecnici coinvolti".
Secondo il sindacato, tutto questo avviene "nonostante le costanti carenze di organico e le enormi pressioni sui reparti chirurgici".
Il segretario Gianfranco Angioni ha sottolineato che "annunci e risultati occasionali non possono sostituire organici stabili e infrastrutture adeguate. La terapia intensiva post-operatoria dedicata ai trapianti al Brotzu non è ancora completamente operativa, e la carenza di anestesisti, rianimatori, infermieri e personale di supporto pesa sull’intera organizzazione. Le rianimazioni restano sotto pressione".
Secondo la Usb, "la macchina organizzativa dell’ospedale deve funzionare a completo regime e non può rimanere ingessata dalla burocrazia, soprattutto considerando che il numero delle delibere pubblicate resta ancora insufficiente a garantire il normale funzionamento dell’intera struttura".
Il sindacato chiede "una svolta strutturale: ampliare la lista trapianto in Sardegna, potenziare le visite pre-trapianto, aumentare le risorse umane e rafforzare il raccordo tra specialisti del territorio e centri trapianti. Solo così potremo valorizzare la generosità dei donatori e aumentare le possibilità di trapianto per i pazienti sardi".
Angioni conclude affermando che "continueremo a mobilitarci fino a quando la sanità pubblica sarda non sarà rafforzata con continuità, programmazione reale e infrastrutture adeguate per sostenere l’intero sistema salute e la filiera dei trapianti, sia in Sardegna sia nelle attività di prelievo fuori regione".






