Il trasferimento dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis negli istituti penitenziari della Sardegna riaccende il dibattito politico. A intervenire è il deputato sardo del Movimento 5 Stelle, Mario Perantoni, che sostiene come gli ultimi sviluppi confermino le preoccupazioni espresse dal suo partito nei mesi scorsi. "L'avvio dei trasferimenti dei detenuti in regime di 41 bis verso le carceri sarde conferma ciò che denunciamo ormai da un anno. C'era chi sosteneva che la nostra posizione fosse un inutile allarmismo, chi invitava a non creare preoccupazione e chi rassicurava i sardi. Oggi i fatti raccontano una realtà ben diversa", dichiara il parlamentare.

Perantoni torna quindi a puntare l'attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario dell'Isola, ribadendo la necessità di un intervento da parte dell'Esecutivo: "Abbiamo chiesto al Governo di fare chiarezza e di affrontare, prima di tutto, il grave sotto organico che interessa gli istituti penitenziari della Sardegna - aggiunge - Le nostre preoccupazioni sono state sistematicamente ignorate. Il tema non è il 41 bis, ma il metodo con cui ancora una volta si decide. Si assumono decisioni a Roma e si pretende che sia l'Isola a gestirne le conseguenze, senza organico, senza risorse e senza una programmazione all'altezza".

"In altre parole - conclude Perantoni -, il Governo ha trasferito il problema, senza dare gli strumenti necessari per affrontarlo. Chi fino a ieri negava questa realtà dovrebbe avere l'onestà di ammettere di essersi sbagliato. I sardi meritano serietà e rispetto, non rassicurazioni puntualmente smentite dai fatti. Da parte nostra continueremo a pretendere dal Governo tutte le garanzie necessarie affinché i sardi non subiscano conseguenze negative da questa imposizione".