Due interventi di salvataggio nel giro di pochi minuti: un bambino trascinato al largo dalle onde, un padre in difficoltà nel tentativo di raggiungerlo e, poco dopo, un giovane spinto sempre più distante dalla riva. È la testimonianza giunta alla nostra redazione da una lettrice che racconta di quanto assistito sulla spiaggia di Cala Liberotto, a Orosei, dove il mare, nonostante la presenza della bandiera rossa, avrebbe messo a rischio diversi bagnanti.

Il racconto

"Mi trovavo con la mia famiglia nella spiaggia di Cala Liberotto. Il mare era tanto agitato e c'era la bandiera rossa", racconta la donna. "A un certo punto mio marito si è accorto di un bambino che veniva spinto sempre più indietro dalle onde. Ha avvisato il padre che era in acqua con lui e la sorellina. Il padre ha provato a prenderlo ma andava giù pure lui".

Secondo il racconto, mentre alcune persone presenti in spiaggia avrebbero formato una catena umana nel tentativo di aiutare la famiglia, la lettrice si sarebbe precipitata a chiamare il bagnino dello stabilimento dell'Hotel Cala Moresca: "Il bagnino velocemente è riuscito a salvare il bambino e subito dopo il padre. La bambina è stata recuperata dalla catena delle persone", prosegue la testimonianza.

Una situazione analoga si sarebbe ripresentata poco dopo: "Sembrava che il miracolo fosse avvenuto, ma dopo circa 20 minuti un ragazzo ha avuto lo stesso problema. Il mare l'ha spinto a circa 500 metri dalla riva. Era visibilmente in difficoltà e non riusciva a tornare indietro".

Anche in questa circostanza il bagnino sarebbe entrato immediatamente in acqua per raggiungere il giovane. Non riuscendo però a rientrare da solo a causa delle condizioni del mare, sarebbe stato raggiunto da un secondo assistente con una tavola di salvataggio, riuscendo così a riportare tutti in sicurezza.

Due differenti situazioni che sarebbero potute concludersi ben peggio se non fosse stato per la sinergia fra bagnanti e bagnini, che con prontezza e cooperazione hanno scongiurato il peggio