Il dibattito sulla macellazione dei cavalli in Italia continua ad animare l’opinione pubblica e la politica. Da una parte le associazioni animaliste che chiedono il divieto totale, dall’altra un confronto ancora aperto in Parlamento, dove sono state presentate diverse proposte di legge per vietare la macellazione degli equidi.

Negli ultimi mesi la mobilitazione si è intensificata. Una petizione promossa da Animal Equality ha raccolto 251.096 firme e punta a chiedere al Governo il divieto della macellazione di cavalli, asini e altri equidi, oltre al loro riconoscimento come animali d’affezione, al pari di cani e gatti.

"I cavalli non parlano, la tua firma sì - si legge sul sito dell'associazione -. Fermiamo la macellazione dei cavalli in Italia. L’Italia è tra i maggiori consumatori di carne di cavallo in Europa e uno dei principali importatori al mondo. Eppure, secondo un’indagine di Animal Equality in collaborazione con Ipsos, solo il 17% degli italiani consuma ancora carne di cavallo. Ogni settimana che passa, centinaia di cavalli pagano con la vita l’inazione politica. Nessun animale dovrebbe conoscere la paura, la violenza o la morte in un macello. La società è pronta al cambiamento. Ora serve la volontà politica. La tua firma oggi non è solo un gesto simbolico. È un messaggio diretto a chi ha il potere di fermare tutto questo e deve sapere che gli italiani non sono più disposti a voltarsi dall’altra parte. Chiediamo al Governo di vietare la macellazione dei cavalli nel nostro Paese. Salva i cavalli dal Macello!".

Sul tema è intervenuto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, che nelle scorse settimane ha partecipato a un incontro a Roma con esperti, politici e giuristi: "Mentre mezza Italia dibatte sullo stop alla macellazione degli equidi con giustificazioni assurde. A Roma, presso Palazzo Falletti, con esperti, politici e avvocati abbiamo messo in chiaro una cosa: la macellazione degli equidi non è 'tradizione' né 'caso isolato', è una filiera piena di vuoti normativi, controlli fragili e sofferenza sistemica. In Parlamento ci sono più proposte di legge per vietarla. Ora serve una scelta politica netta: equidi = animali, non cibo. Il messaggio è semplice: oggi esistono tutte le condizioni (tecniche, giuridiche e politiche) per superare la macellazione degli equidi. Quello che serve è la volontà di farlo, con strumenti adeguati. Fermare la macellazione degli equidi non è un gesto simbolico. È una scelta che dice che tipo di paese vogliamo essere. Non basta indignarsi: o la chiudiamo per legge, o continuiamo a voltare lo sguardo. Noi non lo faremo, avanti, fino al divieto!".

Il caso della Grecia

Nel confronto pubblico viene spesso citato anche il caso della Grecia, dove nel 2020 il Governo ha deciso di vietare la macellazione dei cavalli. Con la legge 4711/2020, entrata in vigore il 29 luglio 2020, i cavalli sono stati equiparati agli animali da affezione, come cani e gatti. La norma vieta non solo la macellazione, ma anche l’allevamento, l’utilizzo e l’esportazione degli equidi per la produzione di carne, pelli, cuoio o altre sostanze.

Secondo i promotori delle iniziative legislative italiane, il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione potrebbe seguire un modello simile a quello adottato in Grecia.