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Molti Paesi, in particolare quelli colpiti dal tentativo dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra per garantire il transito sicuro nello stretto, in collaborazione con gli Stati Uniti d’America. Lo ha scritto Donald Trump sul suo profilo Truth, sottolineando che “si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata”.
Sul fronte europeo, gli ambasciatori dell’Unione hanno raggiunto un accordo per prorogare di sei mesi le sanzioni individuali contro la Russia. La lista include oltre 2.700 persone, entità e società considerate coinvolte nell’aggressione a Kiev. La procedura scritta per il rinnovo delle misure è stata avviata e, secondo fonti europee, “dovrebbe concludersi nelle prossime ore”. Senza un’intesa, le sanzioni scadrebbero domani.
Restano invece in stallo il ventesimo pacchetto di misure contro Mosca e il prestito da 90 miliardi a favore dell’Ucraina, che torneranno sul tavolo del Consiglio Esteri lunedì. Per ora, il via libera è stato rallentato da Ungheria e Slovacchia, mentre gli altri Stati dell’Unione hanno confermato il loro impegno a mantenere la pressione su Mosca e a sostenere Kiev.






