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Prima l’avrebbe tramortita colpendola alla nuca, poi l’avrebbe uccisa con decine di coltellate mentre lei cercava di difendersi con le mani. È morta così Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni assassinata nella sua abitazione di Messina dall’ex compagno Santino Bonfiglio, 67 anni.
La ricostruzione
I dettagli emergono dall’autopsia eseguita all’ospedale Papardo, che ha chiarito la dinamica dell’aggressione. L’esame è stato condotto dal medico legale Alessio Asmundo, alla presenza dei consulenti nominati dalla difesa e dalla famiglia della vittima, i professori Daniela Sapienza e Antonino Bondì.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo sarebbe entrato nell’abitazione forzando una finestra con un tondino di ferro. Una volta raggiunta la camera da letto, avrebbe colpito la donna alla nuca per tramortirla e successivamente l’avrebbe accoltellata con almeno trenta fendenti tra torace e collo. Sul corpo sono state riscontrate anche ferite alle mani, segno che la vittima ha tentato di proteggersi dall’aggressione.
Una scia di violenza
Bonfiglio ha confessato l’omicidio dopo il fermo disposto dalla polizia. L’uomo era già sottoposto agli arresti domiciliari per precedenti violenze e maltrattamenti denunciati dalla stessa Zinnanti, ma non indossava il braccialetto elettronico perché non disponibile.
Secondo le indagini, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di un conflitto legato alla fine della relazione. La donna aveva interrotto i rapporti con l’ex compagno dopo una serie di episodi di violenza, culminati anche con gravi aggressioni che l’avevano costretta a ricorrere alle cure mediche.
Il femminicidio, avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 marzo nell’appartamento della vittima in via Lombardia, è l’ennesimo caso di violenza di genere registrato in Italia negli ultimi anni.


