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Per contrastare gli effetti del caro-carburanti, il governo si dice pronto a intervenire sulle accise mobili, come conferma la premier Giorgia Meloni, intervenuta dal vertice Med9 in corso a Spalato, "A settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi. Spero si possa ripristinare pienamente il price cap",, ha detto la presidente del Consiglio, riferendosi alle risorse disponibili per un eventuale intervento.
Il prezzo medio del gasolio sale intanto a 2,261 euro al litro, raggiungendo 2,287 euro in autostrada. L'Eni ha invece ridotto il prezzo del diesel di 4 centesimi, portandolo a 2,21 euro al litro.
Sul tavolo del governo c'è anche la richiesta di maggiore flessibilità nei conti pubblici europei per far fronte all'impatto dell'aumento dei prezzi e dell'inflazione, "Mi pare che ci sia interesse, ne ho parlato con von der Leyen", ha affermato Meloni.
Da Bruxelles, però, arrivano precisazioni sulla possibilità di utilizzare gli strumenti già previsti dalle regole europee. "Il Patto di stabilità già prevede si tenga conto dell'impatto di un'inflazione più elevata. Più complicata una valutazione rispetto all'utilizzo dell'extragettito Iva", sottolineano a stretto giro fonti Ue.
Nel frattempo, è atteso per domani il via libera della Commissione europea alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per le spese legate alla difesa e all'energia.










