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Daniel Maldini torna sull’incidente che lo ha coinvolto e affronta anche le critiche ricevute dopo l’episodio. L’attaccante del Cagliari, intervistato da Sky Sport, riconosce le proprie responsabilità, ma sottolinea di non voler essere giudicato per fatti che non gli appartengono: "La verità si sa", afferma, spiegando di aver trovato nella vicinanza della famiglia la forza per lasciarsi alle spalle quanto accaduto.
"Ho fatto una cavolata e giustamente pago per quello che ho fatto. Però credo sia giusto che io non paghi per cose che non ho fatto. La verità si sa. L’importante è che tutto questo sia passato e che la mia famiglia sia stata al mio fianco. Siamo andati avanti, ed è questa la cosa più importante", ha dichiarato il classe 2001. "Ho ricevuto tanta cattiveria? Sì, tanta. Però credo sia normale. Come ho detto prima, il giudizio degli altri è abbastanza irrilevante. La cattiveria arriva, ma poi se ne va. Questa è la cosa importante”, ha aggiunto.
Il momento al Cagliari
"Siamo partiti subito con il piede giusto, siamo contenti e vogliamo continuare così. Speriamo di dare ancora di più", ha spiegato Maldini, soffermandosi anche sui quattro gol consecutivi della squadra e sulla rete contro la Juventus: "Di gol spettacolari non ce ne sono ancora stati, però credo che quello contro la Juve sia il più importante. Anche se non ha portato i tre punti, è stata comunque una partita molto bella".
L’attaccante ha poi evidenziato il ruolo della fiducia ricevuta dal club, dallo staff e dai compagni: "Ho trovato sicuramente grande fiducia da parte del club, dello staff e dei miei compagni. Credo che questa sia la cosa più importante per me, quella che mi permette di rendere meglio in campo".
Parole positive anche per Fabio Pisacane: "Credo che far stare bene un giocatore sia la cosa più importante. Se l'allenatore riesce a farlo sentire bene, automaticamente si innesca un grande meccanismo che può portare a grandi cose"
La Nazionale e il peso del cognome
Maldini ha raccontato anche l’orgoglio di vestire la maglia azzurra, in una famiglia che ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano: "Sicuramente è motivo di orgoglio. Vestire la maglia azzurra credo sia il sogno di ogni ragazzo, soprattutto da bambino. Anche il fatto che, quando entri, ci siano le foto di mio papà o di mio nonno ti trasmette un'emozione veramente grande".
Sul commissario tecnico Mancini, ha aggiunto: "Sono sicuramente molto contento. Il mister riesce a trasmetterti una tranquillità invidiabile perché, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, sa come farti stare sereno e come aiutarti a farle andare nel modo migliore".
Infine, il tema del cognome e delle aspettative che lo accompagnano fin dagli esordi: "Ormai credo che la questione del peso sia superata. È sempre stato così, quindi sono abbastanza abituato. Per me è più una felicità che un peso".
E sul padre, Paolo Maldini, il ricordo resta quello di un figlio che ha sempre guardato al proprio genitore con ammirazione: "L'ho sempre visto come un supereroe, anche se ho vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. Per me è sempre stato qualcosa di naturale, anche se magari non lo era".









