Il tema è la sospensione da parte del Tar Sardegna del calendario venatorio per alcune specie e le responsabilità politiche e amministrative nella gestione dei censimenti faunistici. Il calendario 2026/2027 era stato approvato dalla Regione ad agosto e prevedeva specifiche regole di prelievo anche per pernice sarda, lepre sarda e coniglio selvatico.

Su questo interviene il consigliere regionale di Forza Italia Piero Maieli, che punta il dito contro la Regione e chiede chiarimenti sui dati trasmessi e sulla programmazione. Secondo Maieli, la mancata disponibilità tempestiva di elementi sufficienti sui censimenti avrebbe finito per penalizzare direttamente i cacciatori, sia sul piano dell’attività venatoria sia su quello economico.

Il consigliere annuncia ora un’interrogazione in Consiglio regionale per chiarire "quali e di chi siano le responsabilità" della vicenda, mentre resta acceso il confronto sulle modalità con cui vengono raccolti, trasmessi e utilizzati i dati necessari alla definizione del calendario venatorio.

“È la Regione che, insieme al Corpo Forestale, deve trasmettere per tempo i dati relativi ai censimenti sulla fauna e valutare per tempo il numero delle specie. Una mancanza grave - sostiene Maieli - imputabile esclusivamente a un deficit di programmazione da parte della Regione Sardegna. È necessario, adesso, capire bene se questa omissione è dovuta a un comportamento meramente colposo; oppure se in ciò si possono ravvedere profili di dolo".

"Un fatto è invece certo e inconfutabile - continua il consigliere regionale -: i cacciatori sono stati fortemente penalizzati, non solamente per quanto riguarda lo svolgimento della pratica sportiva in se, ma anche da un punto di vista economico, considerato che gli stessi hanno già pagato le relative tasse. Nella precedente legislatura, il sottoscritto aveva già dato indicazione affinché la tassa di concessione regionale venisse destinata appositamente per effettuare il censimento e ripopolamento della fauna selvatica. Il primo per conoscere dettagliatamente il numero dei capi, il secondo per procedere a integrare le specie laddove risultassero carenti. È evidente che tutto ciò non è avvenuto e ora gli interessati sono costretti a subire le conseguenze di questa grave e inammissibile defaillance politico-amministrativa. Lo scontento, la rabbia e la delusione dei cacciatori sono palpabili, considerato che le date soppresse sono le prime della stagione venatoria".

Il Calendario venatorio 2026-2027

Con decreto dell'assessora della Difesa dell'ambienta n..20 del 7 agosto 2026 è stato predisposto e pubblicato il Calendario venatorio 2026-2027.

La stagione venatoria inizia in pre-apertura, alla posta e senza l'uso dei cani, giovedì 3 e domenica 6 settembre 2026 con la caccia a colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza.

L'apertura generale della caccia invece è prevista domenica 20 settembre 2026, quando saranno cacciabili anche Germano reale, Alzavola, Codone, Marzaiola, Moriglione, Pavoncella, Canapiglia, Fischione, Mestolone, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Frullino, Porciglione, Folaga, merlo e quaglia.

Per le specie allodola, beccaccia, cesena, tordo bottaccio, tordo sassello si dovrà attendere al giorno 8 ottobre 2026.

Non è consentita la caccia alla specie Tortora selvatica. Il Comitato regionale faunistico, in considerazione dei dati relativi alla flyway centro -orientale, forniti dalla Task Force on the Recovery of Birds Species, che hanno confermato la continuazione del declino della specie, ha accolto la proposta di moratoria venatoria per la stagione 2026/2027 della Commissione europea.

La chiusura è fissata per il 31 gennaio 2027, a eccezione del merlo e della quaglia la cui chiusura sarà anticipata al 31 dicembre 2026.

Per quanto riguarda la pernice sarda, lepre sarda e coniglio selvatico, la caccia sarà consentita nelle giornate del 20 settembre, 27 settembre e 4 ottobre 2026.

La caccia alla volpe partirà dal 20 settembre in forma vagante e solo nelle autogestite in squadre organizzate con l’ausilio dei cani da seguita. Dal 4 di ottobre in squadre organizzate con l’ausilio dei cani da seguita su tutto il territorio in cui è consentito il prelievo venatorio.

Giovedì 1° ottobre 2026 apertura esclusiva per il cinghiale anche in forma vagante con l'uso del cane.

Nella Regione Sardegna la caccia in forma vagante è consentita in soli due giorni fissi (giovedì e domenica), oltre ai giorni festivi infrasettimanali, con cinque giorni di silenzio venatorio su sette, mentre nel resto d’Italia, a fronte di due giorni di silenzio venatorio (martedì e venerdì), la caccia è aperta per cinque giorni a settimana.