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Lo stanziamento di 30 milioni destinato alla rete degli aeroporti sardi e all'ingresso della Regione nella holding unica di gestione slitta al 2027. La decisione della Giunta è stata diffusa nel pomeriggio durante i lavori del Consiglio regionale sulla variazione di bilancio, attraverso il sub-emendamento 2746 presentato al primo comma dell'articolo 4, in materia di trasporti.
Il rinvio della posta finanziaria ha acceso il dibattito in Aula, con l'opposizione che chiede di utilizzare questo tempo per rivedere integralmente l'operazione societaria che coinvolge gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero.
"Abbiamo guadagnato sei mesi di serenità per il governo degli aeroporti sardi", ha commentato Umberto Ticca (Riformatori Sardi), sottolineando come lo spostamento dei fondi eviti una pregiudiziale immediata sulla manovra. "Ora però non sprechiamoli — ha aggiunto — e iniziamo un confronto perché questa operazione, così come impostata, non fa bene alla Sardegna: il problema principale è che la componente pubblica è in minoranza in tutte le diramazioni di questo complesso societario". Secondo Ticca, esiste il rischio concreto che "emergano più politiche di breve periodo per il profitto, rispetto a politiche di lungo periodo per l'interesse pubblico".
Ancora più critico l'intervento di Fausto Piga (Fratelli d'Italia), che ha definito l'operazione "spericolata e scellerata". "State impacchettando gli aeroporti per regalarli alla speculazione dei privati — ha attaccato l'esponente di FdI —. Oggi il controllo è saldamente pubblico, domani il fronte pubblico sarà sotto il 50% e la Regione metterà pure 30 milioni per contare quanto un due di cuori a pinella".
Critiche, "con spirito costruttivo", anche dalla stessa maggioranza con la capogruppo di Avs Maria Laura Orrù: "E' una scelta che inciderà sul modello di sviluppo della nostra isola per i prossimi decenni", ha sottolineato. "Parlo anche da sindaca di Elmas, e affronto la discussione con grande senso di responsabilità: per la Sardegna gli aeroporti non sono semplicemente infrastrutture, sono strumenti che garantiscono la mobilità e consentono ai cittadini di accedere ai servizi anche essenziali che spesso sono fuori dal territorio regionale - ha rimarcato -. Per questo il tema non può essere affrontato esclusivamente con una logica economica o finanziaria. La politica deve continuare a svolgere il proprio ruolo di indirizzo, mettendo al centro l'interesse generale". Pur guardando con favore all'obiettivo strategico di costruire una vera rete aeroportuale sarda, Orrù ha sollevato forti dubbi sull'assetto societario previsto. La preoccupazione principale riguarda il fatto che, a fronte di un "investimento pubblico significativo", il controllo effettivo della holding rimanga comunque nelle mani di soggetti privati.







