Sta facendo il giro del web il video che ritrae una spettatrice interrompere il concerto di Diodato, ieri sera all'Agnata a Tempio Pausania, per la presenza del vicepremier Matteo Salvini, nell'ambito del festival Time Jazz che ogni anno, per iniziativa del direttore artistico Paolo Fresu, vede protagonista un ospite musicale omaggiare Fabrizio De Andrè nella sua residenza in Gallura, oggi diventato un piccolo resort immerso nel verde e gestito da Dori Ghezzi.

Salvini, in vacanza in questi giorni all'Agnata, in Gallura, era seduto a fianco proprio di Dori Ghezzi quando una ragazza si è alzata in piedi contestando la sua presenza e interrompendo, di fatto, l'esibizione di Diodato. "Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c'entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui", ha detto la spettatrice che ha ricevuto sia fischi ma anche qualche applauso.

A quel punto è intervenuta proprio la padrona di casa che si è avvicinata al palco e ha preso il microfono. "Non sono d'accordo - ha detto Dori Ghezzi - Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire". E giù applausi, compresi quelli convinti di Salvini. Anche Diodato è intervenuto: "Quante volte mi sono definito lontano anni luce da certi pensieri e certe attitudini politiche. Non credo sia giusto smettere di suonare, ma rispetto anche chi decide di andare via. Io ovviamente non sono il padrone di casa, non mi permetto di cacciare nessuno e sono un ospite. Speriamo solo che la musica di De André illumini anche un po' di più la nostra classe politica".

A circa ventiquattrore di distanza è intervenuto lo stesso Salvini con un post pubblicato sui social. “Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l'artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno - e ripeto nessuno - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare” ha scritto il leader della Lega sui suoi canali social.

“Sapete però - sottolinea - cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee "giuste"? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi”.

“Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l'onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all'assegnazione dell'Ambrogino d'oro alla sua memoria. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione”.

“Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre. Perché in democrazia l'avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella. Lunga vita al libero suonatore Jones – ha concluso Salvini – a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti”.