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La sanità in Sardegna ancora al centro di un dibattito politico, dopo la denuncia del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Sorgia, che punta il dito contro la gestione dell’assistenza ai pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e contro la Giunta regionale guidata dalla presidente Alessandra Todde.
Secondo quanto riferito dal consigliere in una nota, nei giorni scorsi si sarebbe verificato un episodio che avrebbe coinvolto un paziente affetto da SLA da oltre vent’anni, tracheotomizzato, alimentato tramite PEG e completamente dipendente dall’assistenza sanitaria.
"Una situazione inaccettabile, che ha dell’incredibile e che sta generando disperazione tra i malati gravissimi e le loro famiglie. È inammissibile e disumano che un paziente affetto da SLA, in condizioni di assoluta criticità, debba attendere oltre 14 ore in una sala d’attesa di un Pronto Soccorso, trattato con una negligenza che non esito a definire vergognosa. I malati non sono cittadini di serie B né semplici numeri da parcheggiare in un angolo, e non possono essere lasciati a morire di burocrazia e inefficienza", dichiara Sorgia.
Stando alla ricostruzione fornita dall’esponente di Fratelli d’Italia, il paziente sarebbe stato trasportato in ambulanza in ospedale a causa di una grave complicanza legata alla patologia. A causa del blocco involontario della mandibola, la lingua sarebbe rimasta incastrata fuori dalla bocca, sviluppando rapidamente gonfiore, indurimento e un principio di necrosi.
Sempre secondo quanto denunciato dal consigliere regionale, il paziente sarebbe rimasto in sala d’attesa dalle 18 del pomeriggio fino alla mattina successiva.
"Solo dopo oltre 14 ore di attesa, e a seguito delle disperate insistenze della famiglia che ha dovuto letteralmente scuotere l’attenzione dei medici del Pronto Soccorso, un medico si è infine avvicinato al malato", sostiene Sorgia nella nota.
Il consigliere riferisce inoltre che, al termine dell’attesa, al paziente sarebbe stato comunicato che il problema rappresentava una conseguenza della malattia, con prescrizione di terapia cortisonica e dimissione.
"14 ore di calvario per una prestazione che, se effettuata tramite accesso diretto nel reparto competente, avrebbe richiesto dieci minuti. Parcheggiare per 14 ore in una sala d’attesa promiscua un malato di SLA, già estremamente fragile e con difese immunitarie compromesse, significa esporlo al rischio altissimo e inaccettabile di contrarre virus, batteri e infezioni di vario genere. Un azzardo che per questi pazienti può rivelarsi letale".
Nel suo intervento, Sorgia estende poi la critica all’organizzazione complessiva dell’assistenza destinata ai malati di SLA, sostenendo che negli ultimi anni siano stati progressivamente smantellati percorsi che garantivano una presa in carico più rapida e specifica.
"Da tempo la comunità scientifica e le direzioni sanitarie più avvedute sostengono che i malati di SLA, specialmente se tracheotomizzati e in emergenza, non debbano mai passare per il Pronto Soccorso. Devono essere indirizzati direttamente nei reparti di Rianimazione per una presa in carico immediata, sicura e specifica. Questo protocollo di buonsenso è stato clamorosamente ignorato", afferma il consigliere.
Tra le criticità evidenziate anche la conclusione del cosiddetto “Progetto di Area Critica”, che per anni avrebbe supportato l’assistenza domiciliare ai pazienti affetti da SLA attraverso personale infermieristico dedicato. Secondo Sorgia, la cessazione di tale modello organizzativo e le limitazioni operative introdotte nell’ultimo anno avrebbero contribuito ad aggravare le difficoltà delle famiglie e del personale sanitario.
"Il risultato di queste scelte scellerate è sotto gli occhi di tutti: pazienti abbandonati a se stessi e scaricati nei Pronto Soccorso senza alcuna assistenza specifica. Le responsabilità politiche di questo scempio hanno un nome e un cognome: Alessandra Todde", continua l’esponente di Fratelli d’Italia.
L’attacco politico si conclude con una richiesta di intervento immediato da parte della Regione Sardegna per garantire percorsi dedicati ai pazienti affetti da SLA in condizioni di emergenza e per rafforzare l’assistenza territoriale.
"La Presidente Todde non solo non riesce a gestire le emergenze, ma sta di fatto perpetrando il definitivo sfascio della sanità sarda. È inaccettabile che si continuino a fare squallidi giochi di potere, tutto, drammaticamente, sulla pelle dei sardi e dei pazienti più fragili. Chiedo direttive immediate per garantire l’accesso diretto in Rianimazione per i malati SLA in emergenza e il ripristino dell’assistenza domiciliare. La salute non può essere merce di scambio per gli equilibri politici della Giunta», conclude Sorgia.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della Regione Sardegna o delle aziende sanitarie coinvolte in merito ai fatti denunciati dal consigliere regionale.








