Comitati sardi si schierano contro il nucleare: "Il Parlamento ha oggi approvato la legge delega in materia di energia nucleare sostenibile e sul sito del deposito unico delle scorie radioattive in base ai siti individuati nella Carta Nazionale delle Aree Idonee dove i siti sardi sono otto. Il combinato di questo provvedimento con altri dispositivi di legge e provvedimenti di vario tipo che mettono insieme la nascita dell'agenzia Nuclitalia e il finanziamento di 320 milioni di euro per l'adattamento del porto di Santa Giusta-Oristano e i sondaggi eseguiti e in corso nei siti sardi rende serio che l'Ulisse Radioattivo trovi la sua Itaca in Sardegna", è la denuncia di attivisti e indipendentisti sardi riuniti nel Comitato nonucle-noscorie.

"A ciò si aggiunge il pericolo che la nostra isola venga scelta per la sperimentazione della bufala dei reattori modulari i cosiddetti Small Modular Reactor, SMR i quali per quanto ci risulta renderebbero l'energia più cara non solo di quella prodotta con energia rinnovabile ma anche di quella prodotta con le centrali nucleari esistenti - attacca il coordinamento - Anche nel futuro, nel 2030 e il 2050, il nucleare è una forma di produzione di energia elettrica più costosa delle rinnovabili. Parliamo, infatti, di una differenza di ben 86 €/MWh tra nucleare e solare per il 2030 e il 2050, 69 €/MWh per l'eolico onshore, per il 2030 e 65 €/MWh per il 2050. E per l'eolico offshore di 77 €/MWh per il 2030 e il 2050. Differenze di costi, più o meno elevate, che si riscontrano anche negli Stati Uniti, in Cina o in India".

Il Comitato nonucle-noscorie afferma che "non permetterà che la Sardegna si usata come colonia d'oltremare per smaltirvi i veleni nucleari e neanche per sperimentazioni di bufale politiche sull'energia. Saremo in piazza per nuove nonucle-die e chiameremo il popolo sardo alla Rebellia (ribellione, in lingua sarda)".