PHOTO
Il consigliere regionale del gruppo Misto, Gianfranco Satta, con il presidente della commissione Attività produttive, Antonio Solinas (Pd), ha presentato la proposta di legge “Disposizioni per la tutela, la tracciabilità e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari della Sardegna”, che istituisce il sistema di garanzia pubblico “Origine Sardegna Garantita”. Il testo normativo ha come primo firmatario l’ex assessore dell’Agricoltura della giunta Todde ed è sottoscritto da tutti i consiglieri aderenti al gruppo del Partito Democratico.
"La proposta – così ha spiegato Gianfranco Satta - nasce da una visione strategica per il futuro del comparto agroalimentare e ittico sardo, uno dei pilastri dell’economia e dell’identità dell’Isola ed ha l’obiettivo di rafforzare la tutela delle produzioni di qualità, contrastare frodi e contraffazioni, sostenere la redditività dei produttori e garantire al consumatore la massima trasparenza".
Fulcro dell’iniziativa legislativa è l’istituzione di una piattaforma digitale regionale di tracciabilità obbligatoria. Ogni prodotto aderente sarà dotato di un Identificativo Digitale di Origine (IDO), associato a un QR code che consentirà di verificare in tempo reale provenienza, percorso di filiera e conformità ai disciplinari. Un sistema pubblico, trasparente e verificabile, che rende la Sardegna protagonista di un modello innovativo a livello nazionale ed europeo.
La norma prevede l’istituzione del marchio collettivo “Origine Sardegna Garantita”; la creazione di una Consulta regionale tecnico-scientifica permanente per supportare la definizione delle regole operative; un regime sanzionatorio per contrastare irregolarità e pratiche illegali; una fase sperimentale triennale finanziata dalla Regione, con successivo passaggio a un modello autosostenibile.
La prima applicazione riguarderà le filiere ittiche dell’aragosta rossa e del riccio di mare, con l’attivazione di strumenti di gestione innovativi (con il coinvolgimento diretto degli operatori della piccola pesca) come aree di tutela, fermo biologico dinamico e monitoraggio scientifico continuo.
La dotazione finanziaria prevista per il primo triennio ammonta a 2 milioni e 870 mila euro, destinati allo sviluppo della piattaforma digitale, al monitoraggio scientifico, alla formazione degli operatori e alla comunicazione del marchio.
"La proposta di legge - ha affermato Satta - nasce per offrire una risposta normativa efficace e innovativa al settore della piccola pesca, che conta circa tremila addetti e settecento aziende, ma punta a essere estesa, attraverso gli specifici disciplinari, a tutti i comparti dell’agroalimentare sardo, con un incremento di redditività stimato tra il 20% e il 30%".
"Le norme che andranno al vaglio della commissione e quindi all’Aula – ha dichiarato il presidente della Quinta commissione, Antonio Solinas – sono in grado di mettere a sistema il settore della pesca e rappresentano un’opportunità per i produttori del settore dell’agroalimentare sardo che attraverso l’istituzione di un marchio unico regionale potranno vedere valorizzate e tutelate le produzioni tipiche della Sardegna".








